A Catania il record del No

Se il voto italiano segna la debacle di Renzi quello catanese suona come il rifiuto definitivo nei confronti del sindaco

vince Renzi



CATANIA – E’ qualcosa in più di un silenzio stampa, è l’elaborazione di un lutto che non avverrà tanto presto. Il Partito Democratico siciliano reagisce così alla bocciatura del referendum costituzionale, che nella notte ha portato Matteo Renzi ad annunciare le dimissioni. “Com’è ovvio che sia, la mia esperienza di Governo finisce qui”, ha detto commosso il premier parlando ai giornalisti da Palazzo Chigi. Un gesto dovuto, dicono dal fronte del No, che ci si aspetterebbe anche da chi con il premier ha combattuto questa battaglia persa. Persa male, in tutta Italia ma specialmente in Sicilia, dove nonostante il presenzialismo renziano e il sostegno della maggior parte dei “big” del PD il dato che emerge dal voto diventa un’ecatombe. Nell’isola che ospiterà il prossimo G7 finisce 70 a 30 per i sostenitori del No. E sono in tanti a perdere, sopratutto a Catania, dove l’affermazione del No è particolarmente netta.

“Dobbiamo dire che l’amministrazione della città del Sindaco Enzo Bianco, la festa nazionale del Partito Democratico ospitata a Catania e le continue visite di Matteo Renzi, di ministri e sottosegretari hanno fatto proprio bene”, scrive ironicamente su Facebook il leader di Catania Bene Comune Matteo Iannitti, prima di auspicare che lo stesso Bianco segua il buon esempio del presidente del Consiglio. Reazioni simili arrivano da altre parti politiche più “inquadrate”: per tutti adesso è il momento di far saltare le poltrone, e la poltrona nella Catania capoluogo nazionale del No non può che essere quella di Bianco. Se il voto italiano segna la debacle di Renzi – attenzione a darlo per spacciato, però: 13 milioni di voti sono suoi e li userà al momento giusto – quello catanese suona come il rifiuto definitivo dei cittadini nei confronti del sindaco. Vago e lontano, etereo come un miraggio istituzionale, troppo innamorato di quei palazzi romani che un tempo frequentò e che non ancora non smette di sognare.

Contattato dalla nostra redazione, Enzo Bianco non ha risposto. Elaborazione del lutto, appunto, necessità di rifiatare per non essere travolti dagli eventi. Alla vigilia di una tornata elettorale importante, quella del 2017, che vedrà i siciliani votare per le Amministrative e sopratutto per le Regionali. A ciascuno le proprie legittime ambizioni, naturalmente, ma far finta di nulla in questo momento significherebbe confermare al mondo la nevrosi di una politica che non riesce più ad aderire alla realtà. Ne avevamo il sospetto, naturalmente, sopratutto a Catania, ma questo referendum potrebbe trasformare la sensazione in certezza. Di questo risultato elettorale, dei dati così netti in Sicilia e nel capoluogo etneo, le classi dirigenti e i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico devono prendere atto, seguendo il buon esempio del loro segretario-premier. Pena la perdita completa di credibilità, in una terra che più che mai ha bisogno di persone credibili per tornare ad essere vivibile.

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