Abbiamo perso?

Ha senso beccarsi una querela a settimana, metterci la faccia sempre, esporla all’odio e alla violenza del sistema, se quel sacrificio non serve?

Un giornale per dare voce alla libertà, libertà di espressione, libertà di denuncia, di difesa dei valori in cui si crede e per i quali si è disposti a battersi.

Con questa ambizione sono nati prima Sud e poi Tribù.

Nel convincimento che il far sapere a tutti potesse rendere tutti più coscienti, o , se si vuole, senza più alibi.

Quasi nessuno oggi potrà affermare credibilmente di non conoscere fatti e misfatti di chiunque abbia un ruolo pubblico, nessuno, o quasi , è più ignaro sulla provenienza e le frequentazioni di un tal candidato piuttosto che di un amministratore, di un magistrato o di un giornalista.

Ebbene, sette anni dopo Sud Press (con cui più non condivido il lavoro da due anni) e  ad un anno dopo dalla nascita di Tribù, la mia personalissima sensazione è che questa ambizione sia risultata una velleità.

Abbiamo, infatti, denunciato, fatto conoscere, documentato, dato voce a verità altrimenti sepolte, ma cosa è cambiato?

Cosa cambia?

E non parlo soltanto della mia modestissima, troppo piccola, esperienza editoriale ma pongo la stessa domanda a media assai più grandi e autorevoli.

La goccia, poi, che ha fatto traboccare il vaso, già colmo di  dubbi, è il risultato delle elezioni regionali siciliane.

Non svolgo, naturalmente alcun ragionamento politico, ma mi riferisco al tema dei cosiddetti “impresentabili”.

Ne abbiamo parlato e scritto noi, ma soprattutto ne hanno parlato tutti i giornali e i media nazionali.

E’ cambiato qualcosa?

No, gli “impresentabili” hanno vinto quasi tutti e comunque affollano il nuovo Parlamento Siciliano e governeranno la Sicilia.

Potremo affermare, in tutta onestà, che la gente, i cittadini, gli elettori, non sapessero?

Dobbiamo quindi affermare che a fronte di chi compra i voti c’è chi li vende, e che non c’entra niente la retorica del bisogno?

Purtroppo, si, dobbiamo riconoscerlo.

Ed allora che senso ha beccarsi una querela a settimana, metterci la faccia sempre, esporla all’odio del sistema – violento e vendicativo – se poi quel sacrificio non incide su nulla?

E’ triste ammetterlo! E tanto più lo è per chi crede fermamente nell’onestà e nell’impegno di pochi, ma la battaglia è diventata impari come mai; a vendersi il voto (e non soltanto) non sono solo i meno abbienti dei quartieri disagiati, ma ugualmente e più colpevolmente, si vendono professionisti, imprenditori, commercianti, cittadini sedicenti appartenenti alla città “bene”.

Il risultato è che i nostri figli lasciano la Sicilia e la Sicilia è lasciata ad un folto ed agguerrito gruppo clanico di impresentabili, che pagano 25 o 50 euro a voto, che fanno votare le vecchiette interdette, che si vantano della fraterna amicizia dei boss, che fanno mercimonio!

A che serve quindi un giornale, o dei giornali liberi?

A fare come quei giapponesi che, finita la guerra, continuavano a cercare i nemici?

Non è forse meglio smetterla?

Immagino che si leveranno molte voci a dire che no, non bisogna arrendersi, ma è comodo se si pensa di poterlo fare con un like sulla rete mentre la faccia, la schiena e la vita è di qualcun altro.

La Sicilia ha ciò che si merita, perché la cultura dei contro legge non è di pochi ma di tanti.

La Sicilia non c’è più, e non già perché sono mancate le persone perbene ma perché purtroppo sono troppo poche, con le Istituzioni che, fatte le dovute eccezioni, stanno con gli altri.

E, per carità, non tanto perché gli altri siano dei delinquenti, ma perché – si sa – tengono famiglia!

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  • Gentile Prof. Avv. Fiumefreddo,
    Lei ha il dovere di continuare!

    Inoltre, alcuni giornali censurano importanti commenti di fondamentale rilievo pubblico e politico.

    pensi che si è trasferito il tar catania in affitto in una sede decentrata, in via sacro cuore, in un immobile di una piccola società riconducibile pare al gruppo virlinzi, quando si poteva tranquillamente valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, tentando di sostenere che andrebbe pagato un canone di 420 mila euro annui.
    E che dire dell’affitto della agenzia delle entrate di via orlando 1, anche in questo caso si sostiene che non ci siano immobili né pubblici, né privati se non quello della società del gruppo virlinzi? ma è credibile?
    e perchè se l’immobile di via orlando 1 era pubblico (dell’inpdap) ed ancora necessario per la sede della agenzia delle entrate si è venduto a privati per riprenderlo in affitto a prezzi fuori mercato, come risulta dalla risposta del viceministro al movimento 5 stelle?
    E perché palazzo bernini è stato lasciato in abbandono?

    e come è possibile che il tar catania avesse riconosciuto somme alla ditta appaltatrice mentre il cga ha riformato?

    io, francamente, direi che l’immobile di piazza europa è da demolire, con urgenza, che i responsabili devono al comune l’indennità di occupazione e che la gara è senza ombra di dubbio nulla, a prescindere dalla assoluzione.
    E che dire dei permessi rilasciati dal Comune in via messina 623 alla vir immobiliare srl, in zona vincolo assoluto e fascia rispetto stradale?

    potrebbe la redazione chiedere alla agenzia delle entrate di catania se è vero che per la ricerca della sede, di via orlando 1, a catania, in affitto, si è svolta la ricerca di mercato nel mese di agosto 2016 e che la ricerca è stata effettuata con questa modalità:
    oggetto:”Direzione Regionale Sicilia

    Data di pubblicazione: 29 luglio 2016

    Data Scadenza: 15 settembre 2016 ore 12:00

    Avviso di ricerca immobile ad uso ufficio pubblico per la Sede di Catania dell’Agenzia del Demanio”

    quindi entro un mese e mezzo, nel mese di agosto, stavolta, si deve trovare l’immobile.
    ma non è tutto!!
    provando a cliccare sul file dell’avviso ed a scaricarlo: i file sono relativi ad altre ricerche immobiliari, precisamente riguardano la sede di milano.
    infatti si legge scaricando il file:”Direzione provinciale I di Milano e Ufficio territoriale di Milano 5;
     Ufficio territoriale di Milano 4;
     Direzione provinciale II di Milano e Ufficio territoriale di Milano 2.”

    il movimento 5 stelle non ha nulla da dire?

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