Chi finanzia il nuovo aereo Moas? Una fondazione chiusa nel 2013

Tutti i dubbi sullo sponsor del nuovo velivolo da ricognizione il cui impiego era stato annunciato dalla Ong lo scorso 3 aprile

aereo MOAS

ROMA –  “Il MOAS disponeva di due droni, oggi dispone anche di un aereo che ha degli ingenti costi. Mi pongo una domanda: da dove proviene questo denaro?”. A parlare di fronte alla Commissione difesa del Senato, qualche giorno fa, il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Il magistrato – finito nell’occhio del ciclone per aver sollevato la questione delle Ong e del loro ruolo nella gestione dei flussi migratoriaveva chiesto maggiori strumenti di indagine e sottolineato alcune questioni irrisolte.

Tra cui quella del nuovo aereo MOAS il cui impiego era stato annunciato lo scorso 3 aprile. “La storica nave Phoenix, con l’organizzazione dal 2014, verrà ancora una volta impiegata in questa missione – scriveva la Ong in una nota – per la prima volta affiancata da un velivolo per il pattugliamento marittimo, a dimostrazione del continuo impegno di MOAS nel mantenere l’innovazione tecnologica al servizio delle proprie attività”.

Il comunicato proseguiva indicando una certa One Foundation come sponsor del velivolo. Tutto bene, almeno apparentemente. Perché come da verifica effettuata dalla giornalista Paola Pintus per Tiscali News, il link al sito della fondazione disponibile sul portale del MOAS conduceva al portale di una associazione chiusa nel dicembre 2013. Che avrebbe avuto dunque qualche difficoltà a finanziare l’utilizzo di un aereo quattro anni dopo.

Scriviamo che il link “conduceva”, al passato, perché a seguito della verifica effettuata dalla Pintus presso il MOAS il sito della One Foundation (www.onefoundation.ie) è stato momentaneamente sospeso. “Si tratta di un sito non aggiornato”, spiegano alla giornalista i referenti della Ong e della fondazione. Sebbene la One foundation avesse cessato la maggior parte delle sue attività nel 2013, alcuni progetti sarebbero in corso a tutt’oggi e la sponsorizzazione dell’aereo MOAS è uno di questi.

Molti i punti poco chiari di questa vicenda, messi puntualmente nero su bianco dalla collega di Tiscali news. Perplessità già notate dal giornalista Carmelo Abbate che su Panorama – rivelando l’inchiesta aperta a Trapani su una Ong per favoreggiamento dell’immigrazione – affronta anche il nodo dell’aereo: “Una spesa ingente che sarebbe finanziata dalla One foundation, un’organizzazione no profit irlandese voluta da Declan Ryan, il figlio del fondatore della compagnia aerea low cost Ryanair. Peccato che dal 2013-2014 la fondazione irlandese avrebbe praticamente chiuso i battenti dopo l’esaurimento dei fondi”.

Così non è, spiegano adesso i referenti di MOAS e della stessa One foundation. Semplicemente il sito non è stato aggiornato, in quanto la fondazione si concentrerebbe “maggiormente sulla filantropia attiva piuttosto che sulla pubblicità”. Un fatto di discrezione, dunque, di basso profilo. Come quello tenuto dalle Ong su diversi altri temi, in primo luogo sull’identità dei finanziatori. 

Foto: uno dei droni utilizzati dal Moas

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