Coniugi separati: se il genitore collocatario cambia residenza i figli dove vanno?

Bisogna prediligere l’interesse dei figli e non c’è più la preferenza della residenza materna

genitori separati

Quando due coniugi si separano, il genitore che si trasferisce perde l’affidamento del figlio? Cosa avviene se è la madre collocataria a cambiare residenza per esigenze lavorative? I figli in età scolare e/o prescolare devono seguirla?

Parliamo di affidamento congiunto raccontandovi il caso di una madre collocataria che, dopo aver vinto il concorso in magistratura, si è trasferita con i figli ancora in tenera età in una sede lontana dalla città natale e dalla residenza del padre. 

La legge stabilisce che, in caso di separazione, il minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con le figure genitoriali. Inoltre, compito di entrambi i genitori è di assicurare cura, educazione e istruzione al minore e di garantirgli rapporti significativi con i familiari di ciascun ramo genitoriale.

In sede di separazione e salvo diverso accordo tra i coniugi, il giudice deve valutare innanzitutto la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori. Fa eccezione il caso in cui sia necessario l’affido esclusivo ad uno dei due nell’assoluto interesse del figlio.

Su questo tema, in giurisprudenza si è spesso ricorso al criterio presuntivo della maternal preference (cfr. letteratura scientifica su Maternal Preference in Child Custody Decisions), secondo cui il minore in età pre-scolare e scolare deve essere collocato prevalentemente presso la casa materna.

Tuttavia, essendo aumentate le cause di separazione e divorzio, si assiste sempre più a procedimenti incentrati sulla contesa dei figli. A rivoluzionare la giurisprudenza in merito è la sentenza n. 18087/2016 del 14.09.2016 della Suprema Corte di Cassazione.

Viene sancito un nuovo criterio guida in ordine al collocamento dei figli in età scolare e pre-scolare. La Suprema Corte ha infatti evidenziato che lo stabilimento ed il trasferimento della sede lavorativa del genitore collocatario costituiscono oggetto di libera scelta dello stesso, essendo espressione di diritti costituzionalmente garantiti.

Tenuto conto di questo, il genitore separato che intenda trasferire la propria residenza lontana da quella dell’altro genitore, non perde la capacità e/o l’idoneità ad avere in affidamento i figli minori.

A parere della Suprema Corte, infatti, l’organo giudicante non deve applicare apoditticamente il criterio presuntivo della preferenza materna, dovendo piuttosto accertare caso per caso se lo stesso risponda ad un criterio ancor più rilevante: il preminente interesse dei figli al collocamento presso l’uno o l’altro dei genitori, anche se ciò incide negativamente sulla quotidianità dei rapporti con il genitore non collocatario.

La Legge n. 54 del 2006 ha introdotto come principio cardine in materia di affidamento dei figli il cosiddetto affidamento congiunto.

 

Avv Claudia Di Dio, cultore materie giuridiche-criminologiche U. Kore di Enna

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