Aggressione al Garibaldi: che fine hanno fatto i “reali filtri degli accessi?”

Pugni e schiaffi a un medico del pronto soccorso

CATANIA – Ancora un’aggressione a un medico di un pronto soccorso catanese. Dopo la spedizione punitiva avvenuta lo scorso 1 gennaio al Vittorio Emanuele (VIDEO) ad opera di un gruppo di almeno 9 persone nei confronti del dottor Rosario Puleo, l’ennesimo atto di violenza è accaduto ieri pomeriggio al Triage del Garibaldi Centro, dove un medico è stato preso a pugni da un uomo di 48 anni che aveva accompagnato la madre anziana, che stava poco bene e a cui era stato assegnato un codice “giallo” al pronto soccorso.

L’aggressore sarebbe andato in escandescenza perché esasperato dai tempi d’attesa. L’uomo è stato bloccato e condotto in Questura da agenti della polizia di Stato.

A quanto pare, il 48enne si sarebbe introdotto insieme ad altri parenti nel Triage grazie a una porta lasciata aperta in un momento di confusione. Una circostanza questa che, se confermata, non farebbe altro che ribadire quanto documentato il 31 gennaio scorso da un reportage di Tribù, in cui si evidenziavano tra le svariate criticità gli scarsi controlli all’ingresso del Triage, che avevano permesso al nostro Valerio Musumeci di accedere senza nessuno ostacolo.

Il servizio realizzato è stato contestato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Giorgio Santonocito, il quale in lunga replica aveva sostenuto come non fosse vero che “si ‘entra senza controllo’, è vero invece che le guardie all’ingresso fanno un reale filtro degli accessi”.

Sull’ennesima aggressione ai danni di un medico attacca il coordinatore cittadino di Forza Italia, Giuseppe Arcidiacono secondo il quale “quello che accade sempre più frequentemente nei nosocomi è lo specchio del crescente disagio della nostra città, di una società sempre più degradata, povera di risorse e di valori”.

“Ad appesantire una situazione a dir poco complessa – affonda l’esponente azzurro – anche il nulla di fatto di un’amministrazione comunale incapace di affrontare uno stato di vera e propria emergenza sociale. Chi guida la città prenda il toro per le corna mettendo in atto azioni concrete, le sole parole non servono a nulla”.

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