Aggressione medico Ove: Berretta ‘interroga’ Minniti, l’Ugl invoca l’esercito

Le reazioni al violento pestaggio avvenuto in uno dei principali ospedali di Catania

CATANIA – L’ultima violenta aggressione subita domenica 1 gennaio da un medico del pronto soccorso del Vittorio Emanuele, testimoniata dal video pubblicato in esclusiva da Tribù, fa riesplodere le polemiche sulla sicurezza dei presidi ospedalieri di primo intervento di Catania.

Secondo il parlamentare nazionale del Pd, Giuseppe Berretta “l’ennesimo episodio di violenza deve necessariamente indurre le istituzioni ad incrementare i livelli di sicurezza e la sorveglianza nei nosocomi catanesi: non si può più aspettare oltre”.
Berretta preannuncia la presentazione di un’interrogazione urgente al Ministero dell’Interno “per portare all’attenzione del governo nazionale gli ultimi gravi episodi che si sono verificati all’interno del Pronto soccorso del Vittorio Emanuele, ospedale in pieno centro storico che serve una vasta porzione della città”.

Il parlamentare Dem, esprimendo solidarietà “al medico ‘colpevole’ di aver fatto bene il proprio dovere”, chiederà al ministro Minniti “di incrementare i posti di guardia permanenti negli ospedali di Catania, in modo da assicurare sempre, in tutte le ore del giorno e della notte, la presenza di agenti di polizia nei presìdi ospedalieri”.

Il parlamentare dei Democratici inoltre chiede un deciso intervento anche da parte delle istituzioni locali, prima tra tutte la Prefettura: “Credo sia necessario che il Prefetto di Catania convochi immediatamente il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per stabilire insieme al Questore, al Sindaco, a tutti i vertici delle forze dell’ordine quali misure urgenti possano essere adottate per garantire sicurezza e serenità agli operatori sanitari del Vittorio Emanuele e degli altri Ospedali, oltre che agli utenti”.

“Le troppo frequenti aggressioni degli ultimi mesi rappresentano un’emergenza che non può essere sottovalutata: medici, infermieri, operatori sanitari e non del Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele sono giustamente spaventati e hanno bisogno di ritrovare serenità e lucidità nello svolgimento delle proprie mansioni” conclude il parlamentare dei Democratici, che chiederà al Ministero dell’Interno di “intervenire per garantire il mantenimento degli standard di sicurezza nelle strutture ospedaliere del territorio catanese”.

“Vicinanza e solidarietà” al medico viene espressa anche dal segretario generale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci e dal segretario provinciale della Ugl Sanità Carmelo Urzì. “Avevamo immaginato, i correttivi apportati e le piccole attenzioni sul sistema di sicurezza poste dopo i fatti dello scorso autunno, si sono dimostrati deboli e poco incisivi”, scrivono in una nota i sindacalisti secondo i quali “è in atto, infatti, una vera e propria emergenza non solo al Vittorio Emanuele ma in tutti i pronto soccorso di Catania e provincia, dove costantemente è messa a repentaglio l’incolumità di tutto il personale sanitario”.

I rappresentanti dell’Ugl ribadiscono di essere “convinti che il ripristino del posto di polizia, in collaborazione con il personale della vigilanza privata, serva a ben poco, anche perché crediamo sia ancor più opportuno mantenere più personale della forza pubblica in strada in un momento, come questo, in cui la carenza di unità è ai massimi storici”.

“Per questo ribadiamo ancora una volta la richiesta di avviare la campagna ‘Ospedali sicuri, assegnando militari dell’esercito debitamente armati ad ogni presidio di emergenza della nostra area metropolitana. La loro presenza, associata a quella dei vigilantes andrebbe a costituire un’ottima barriera deterrente, per il primo intervento in caso di episodi di violenza, che solo in caso di necessità verrebbe rinforzata dall’arrivo delle volanti delle forze dell’ordine per il completamento dell’azione di contrasto attraverso i compiti di polizia giudiziaria”, spiegano Musumeci e Urzì.

“Ci appelliamo, quindi, ai vertici politici locali, all’assessore regionale ed ai ministri competenti, affinché si possa trovare nell’immediato una soluzione utile ed efficace, impiegando nel modo migliore è possibile le risorse civili e militari disponibili, per l’assoluta tutela del diritto dei lavoratori impiegati nei pronto soccorso di poter operare in un luogo ed in un contesto sicuro”, concludono i due sindacalisti annunciando di inviare contestualmente una nuova richiesta formale, così da rappresentare la drammatica situazione al nuovo ministro dell’Interno Marco Minniti.

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