E’ allarme meningite in Sicilia

Un 33enne è ricoverato nell’ospedale Umberto I di Enna

ENNA- Tutte le persone, una cinquantina, entrate in contatto con l’uomo, i familiari, tutto il personale medico e paramedico e quanti si trovavano al pronto soccorso e nell’astanteria dell’ospedale Chiello sono stati sottoposti alla profilassi. Sono in corso gli accertamenti per risalire alla possibile fonte di contagio.

È’ allarme in Sicilia e serve la mobilitazione di tutta la sanità isolana.

Le condizioni dell’uomo, un 33enne, ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Enna, affetto da meningite virale, in primo momento definite “serie” sono in via di miglioramento.

“Il paziente risponde bene alle terapie e anche se siamo ancora in attesa dei risultati degli esami di laboratorio possiamo dire che si tratta presumibilmente di meningite virale. Se non ci saranno complicanze, l’uomo sarà dimesso nel giorno di 7-10 giorni”, spiega a Tribù Mauro Sapienza (NELLA FOTO), infettivologo e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna del nosocomio ennese.

Il caso  era stato accertato all’ospedale “Chiello” di Piazza Armerina, in provincia di Enna. Il 33enne, sposato e padre di due figli, si era sentito male venerdì scorso e si è presentato all’ospedale con forte cefalea e rigidità muscolare.

Il paziente, dopo essere stato sottoposto agli accertamenti che hanno confermato i sospetti dei sanitari, era stato trasferito nel nosocomio del capoluogo ennese nel reparto di malattie infettive, diretto dal dott. Luigi Guarnieri.

LA MENINGITE

La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus, quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco. Le forme di meningite dovute a virus sono generalmente a decorso benigno. I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.

L’evidenza diagnostica viene raggiunta mediante analisi di una piccola quantità di liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare. Se la meningite è di origine virale, i pazienti sono gravemente malati per alcuni giorni senza per questo perdere conoscenza, e se sottoposti a trattamento antibiotico, di solito si ristabiliscono entro una settimana. Se gli organismi patogeni sono di origine tubercolare, la guarigione richiede un tempo notevolmente più lungo.

Oltre alle generiche misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il sovraffollamento, l’unica misura veramente sicura ed efficace è la vaccinazione.

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  • Mi sorprende che al Dr. Sapienza, che non era presente né al momento dell’accertamento diagnostico, né al momento del ricovero nell’UOC di Malattie Infettive (e non di Medicina Interna della quale egli è direttore), vengano richiesti pareri su argomenti squisitamente infettivologici.
    Del resto, questa intervista non fa altro che provocare ulteriore confusione e allarmismo in quanto le notizie riportate sono ottenute da voci di corridoio e, pertanto, non rispondenti alla realtà delle cose. Prova ne è il fatto che il Dr. Sapienza, che non ha né gestito né tanto meno accolto o visitato il paziente, riporta la diagnosi (frutto di cosa?) di “Meningite virale”.
    Infine l’UOC di Malattie Infettiva ha un valido Direttore e dirigenti medici in grado di gestire questo genere di casi e di fornire informazioni circostanziate senza creare allarmismo che sembra più frutto di smania di presenzialismo e protagonismo che di oggettiva realtà!

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