Altri sette arresti per il raid punitivo di Capodanno al Vittorio Emanuele

La brutale aggressione al medico del pronto soccorso

CATANIA – Si chiude il cerchio sui presunti componenti della spedizione punitiva nei confronti di Rosario Puleo, il medico del pronto soccorso del Vittorio Emanuele avvenuta la sera del primo gennaio.

Dopo l’arresto in flagranza del capo branco, il 47enne pregiudicato Mauro Cappadonna, le manette sono scattate ai polsi di altre sette persone. Nei loro confronti la Procura etnea ha emesso la richiesta di misura cautelare che è stata  eseguita dalla Squadra Mobile. I sette indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a Pubblico Ufficiale.

Determinanti per la loro identificazione le immagini del sistema di video sorveglianza.

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Mauro Cappadona, uno degli aggressori

 

La spedizione punitiva era scattata poco dopo le 21.20 del 1 gennaio. A fare irruzione nei locali del Triage sono inizialmente in quattro, Cappadonna in testa. La loro irruzione è facilitata dalla complicità di un operatore del 118 che apre loro la porta del pronto soccorso.
Cercano il dottor Rosario Puleo. Da lui pretendono le generalità di una donna refertata nel pomeriggio per un incidente in motorino che avrebbe danneggiato l’auto del capo branco. Il medico si rifiuta di fornire il nome e il cognome della donna. Nel video si vede Cappadonna uscire dal nosocomio per raggiunge fuori alcuni conoscenti. Presto, diverranno complici del raid punitivo. Sono tutti incappucciati per non farsi riconoscere e fanno irruzione nel Triage alle 21.30. Uno di loro, resta all’ingresso a fungere da palo. Gli altri, almeno otto, aggrediscono alle spalle il medico, colpendolo alla regione orbitale e a quella fronto parietale.

IL PROCESSO – Il 3 gennaio scorso il Giudice della Prima sezione del tribunale, Eliana Trapasso, aveva convalidato  l’arresto di Cappadonna. L’imputato è difeso dall’avvocato Salvo Marino, mentre l’Azienda ospedaliera si è affidata all’avvocato Antonio Fiumefreddo, che ha chiesto l’aggravamento del capo di imputazione e si è costituito parte civile in difesa del medico e dell’Ospedale. Il processo a carico di Cappadonna si è aperto il 31 gennaio scorso.

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