Amministrative, si vota per eleggere i sindaci di 1,6 milioni di siciliani

Dalle grandi metropoli ai piccolissimi paesi, saranno centotrentatré i Comuni dell’isola chiamati a rinnovare le loro amministrazioni

SINDACI

Quanto siano importanti le Amministrative dell’11 giugno lo sanno bene i partiti. Su e giù per l’Italia le forze politiche scalpitano per la riconquista dei Comuni, dove si presentano in genere sotto forma di liste civiche (di rado, specialmente nei piccoli centri, si ricorre ai simboli “ufficiali”). Nel bailamme amministrativo nazionale la Sicilia ha naturalmente il suo ruolo privilegiato: il voto isolano per i sindaci precederà di pochi mesi le elezioni Regionali che saranno come di consueto laboratorio per le Politiche, previste nel 2018 (salvo sorprese romane).

Massima attenzione, dunque, a quanto accadrà tra un mese e cinque giorni nei seggi di mezza Sicilia. Ballottaggi compresi, che non mancano grosse città: sono sedici i centri a superare i quindicimila abitanti.

GRANDI E PICCINI – Sedici giganti in un mare di piccoli e piccolissimi Comuni, che sommati fanno però grossi numeri. Secondo quanto calcolato da Tribù, la popolazione residente che attende di conoscere i propri nuovi sindaci supera un milione e seicentomila unità. Oltre un terzo degli abitanti dell’isola, che al 2015 ammontavano a poco più di 5 milioni.

La partita più grossa è naturalmente quella di Palermo (671.361 abitanti), la cui Area Metropolitana porterà al voto trentadue Comuni tra cui Termini Imerese (26.263 ab). Ma nel palermitano si voterà anche a Campofelice di Fitalia, un paese di 514 anime tra Corleone e Mezzojuso. Nella confinante Provincia di Trapani si rinnoverà l’amministrazione del capoluogo (68.665 abitanti) e di altri quattro Comuni, i maggiori dei quali sono Castelvetrano (31.662 ab) ed Erice (28 356 ab).

Proseguendo verso sud, in Provincia di Agrigento andranno al voto dodici centri. Primo per popolazione Sciacca (40.763 abitanti) seguito da Palma di Montechiaro (23.355 ab). Comune più piccolo Comitini, 950 anime nella zona di Favara. La Provincia di Caltanissetta vedrà il rinnovo di otto amministrazioni tra cui Niscemi (28.027 abitanti), mentre la Provincia di Enna porterà al voto soli quattro Comuni nessuno dei quali supera i diecimila abitanti (in testa Regalbuto con poco più di settemila).

Risalendo verso nord, nella Città Metropolitana di Messina saranno ben quarantuno i centri in cui avverranno elezioni, di popolazione compresa tra i 12 734 abitanti del Comune-arcipelago di Lipari ai 387 di Gallodoro. La confinante Città Metropolitana di Catania vedrà il rinnovo di venti amministrazioni tra cui cinque grossi centri: Misterbianco (49.566 abitanti), Paternò (48.060 ab), Aci Catena (29.658 ab), Scordia (17.205 ab) e Palagonia (16.609 ab).

Concludendo l’ideale tour dell’isola, in Provincia di Siracusa andranno al voto sei Comuni tra cui Avola (31.785 ab) e Floridia (22.891 ab), mentre in Provincia di Ragusa è Pozzallo (19.487 ab) il centro principale.

Dalle grandi metropoli ai piccolissimi paesi, insomma, saranno in tutto centotrentatré le città in cui si celebreranno le elezioni per i sindaci. Una geografia del voto tutta da esaminare, quella che uscirà dalle urne l’11 giugno e dagli eventuali ballottaggi. Più di un’elezione Regionale negli ultimi anni ci ha insegnato l’importanza dei piccoli feudi nell’economia generale del votoPerché per quanto numericamente modesti siano i centri, è la somma che fa il totale. E quello delle prossime amministrative in Sicilia è a sei zeri.

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