Amt, l’ordine di servizio 38 torna a essere il pomo della discordia

Il presidente Lungaro convoca i sindacati. Fast Confsal e Faisa Cisal: “No ad accordi al ribasso, altrimenti sarà di nuovo sciopero”

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CATANIA – Sotto la gestione di Puccio La Rosa la sua sospensione aveva contribuito a distendere gli animi. Adesso, a distanza di soli sette mesi, l’ordine di servizio n° 38 torna a essere il pomo della discordia tra i vertici dell’Amt e i sindacati autonomi Fast Confsal e Faisa Cisal.  

“In applicazione di quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro – afferma il presidente dell’Azienda Carlo Lungaro – è stato emanato l’ordine di servizio 38/2016 che dopo alcuni mesi di vigenza è stato sospeso fino al 31 maggio 2017, senza ulteriore proroga”.

Per il numero uno dell’Azienda del trasporto pubblico catanese, Carlo Lungaro non è “più possibile rinviare la soluzione di questa annosa vertenza” e per questa ragione ha convocato i sindacati per il prossimo 5 giugno. Il presidente Amt, dopo aver sottolineato che il suo obiettivo è quello di “trovare insieme (ai sindacati ndr)  una soluzione condivisa che senza penalizzare alcuno dia piena e compiuta attuazione al Ccnl”, manifesta la volontà di trattare a oltranza fino al raggiungimento di un accordo”.

Il provvedimento di Lungaro non sta bene ai sindacati autonomi. “Un passo indietro nel tempo”, lo definiscono i rappresentanti di Fast Confsal e Faisa Cisal, Giovanni Lo Schiavo e Romualdo Moschella auspicando che ” nel più breve tempo possibile la trattazione dell’ordine di Servizio n° 38 porti alla corretta applicazione dello stesso, nel rispetto delle indicazioni fornite dal decreto legge 66/2003, con particolare riferimento ad alcuni istituti, fra cui malattia, congedi parentali e legge 104″.

Se così non fosse, i sindacati autonomi sono pronti a scendere nuovamente in piazza dopo la serrata di lunedì scorso. “Sarà di nuovo sciopero, stavolta, con blocco totale del servizio “, avvertono Lo Schiavo e Moschella che nelle more della trattativa avevano chiesto al nuovo Cda “di differire di un mese il ripristino della disposizione in questione, in modo tale da rendere il clima più disteso fra i lavoratori e più agevoli le relazioni industriali con i sindacati”. “Purtroppo, non siamo stati ascoltati e ora la trattativa si svolgerà in un clima di tensione altissima, a scapito della serenità dello stesso tavolo”, lamentano i due sindacalisti manifestando però la disponibilità a trattare “in maniera qualificata il delicato argomento”.

Fast Confsal e Faisa Cisal metteno però dei paletti: “non accetteremo soluzioni di ripiego che possano minimamente ledere gli interessi dei lavoratori, peraltro, tendenti a calpestare le prerogative, scaturenti dalle vigenti normative legislative e contrattuali di riferimento che disciplinano la materia in maniera chiara ed inequivocabile “, concludono Lo Schiavo e Moschella.

Il contrastatissimo ordine di servizio n° 38 era stato sospeso a metà dello scorso mese di ottobre dal Cda guidato da Puccio La Rosa sotto la spinta del risultato del referendum interno promosso da Fast Confsal e Faisa Cisal per chiedere l’annullamento dell’accordo fra Amt e sindacati confederali ed Ugl, ad eccezione appunto delle sigle autonome.

 

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