Amt, solo 30 bus in strada: oggi blackout del trasporto pubblico

Quasi due terzi del parco mezzi è restato in officina. Ritardi e disagi per diverse linee cancellate (FOTO)

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CATANIA – Solo una trentina di autobus sui 130 che dovrebbero essere su strada: quasi due terzi del parco mezzi dell’Amt è rimasto “ricoverato” in officina. Un’ecatombe che oggi ha messo in ginocchio il trasporto pubblico cittadino in ginocchio. Intere tratte cancellate per mancanza di mezzi rimasti nei garage con guasti meccanici o all’impianto dell’aria condizionata.

Tra le linee soppresse la 530, la 726 per San Giovanni Galermo, la 522 per Monte Po, la 538 e la 1-4. Un vero e proprio black-out del trasporto su gomma che ha provocato proteste per i disagi e per le lunghe attese alle fermate (nelle foto il capolinea di Piazza Borsellino).

Gli autobus non circolano perchè non sono idonei e non perchè il personale dell’Azienda non ha ricevuto lo stipendio“, precisa Giuseppe Cottone, segretario provinciale di Fast Confsal rispondendo ai tanti catanesi inferociti che oggi imprecavano contro i dipendenti della Partecipata, indicandogli come la causa dei disagi e delle linee soppresse perché, a loro dire,  non avendo ricevuto lo stipendio si sarebbero astenuti dal lavoro.

“La verità è – spiega il sindacalista – che oggi si è riproposta una situazione che accade puntualmente da qualche anno a questa parte con l’arrivo dell’estate. Nelle ore più calde, molte vetture con l’aria condizionata guasta non vengono messe su strada. Questo aggrava il quadro già reso precario per il gran numero di autobus con noie meccaniche perchè troppi vecchi”.

Tra i bus che restano in officina anche gli otto acquistati l’anno in Svizzera. “Si tratta di vetture del 2001 costate 30 mila euro più Iva. Il paradosso che l’azienda che li ha costruiti è fallita e dunque non è facile reperire i pezzi di ricambi necessari per ripararli”, afferma Cottone auspicando che “il Comune prenda atto della situazione e si attivi al più presto per sanare questa piaga che ci trasciniamo da tempo”.

Un quadro desolante e disarmante. Il trend può essere invertito solo comperando nuove vetture così come sottolineato dallo stesso Bianco nel corso della prima diretta su Facebook #IlSindacorisponde, annunciando i primi acquisti entro la fine del 2017. “Mi auguro che ciò avvenga – dice Cottone – ma ho qualche dubbio. E’ vero che l’azienda ha in programma di rimpolpare il parco vetture con una cinquantina di nuovi autobus, grazie ai fondi del Pon Metro. Ma come ci è stato comunicato durante le recenti riunioni con i vertici aziendali e l’assessore Andò i primi autobus arriveranno solo entro la fine del 2018″.

Al di là di quanto successo oggi (e che potrebbe ripetersi anche nei giorni a venire se l’ondata di caldo non darà una tregua) il clima in seno all’Amt resta infuocato per l’impasse registrato dalla trattativa tra i vertici della Partecipata e i sindacati autonomi Fast Confsal e Faisa Cisal. “Ancora non è giunta nessuna convocazione ufficiale – afferma Cottone – ma solo un impegno verbale per un prossimo incontro tra lunedì 3 e martedì 4 luglio. La trattativa è fondamentale per il futuro dell’Amt perchè al di là delle questioni riguardanti l’Accordo Quadro di secondo livello e l’applicazione dell’Ordine di servizio n° 38″, sul tavolo ci sono temi di vitale importanza, tra i quali la programmazione e l’organizzazione dell’officina da cui passa il recupero dei mezzi guasti”.

Se la trattativa non sarà riavviata, Fast Confsal e Faisa Cisal hanno minacciato una serie azioni di protesta che culmineranno con la proclamazione di un nuovo sciopero.

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