Amt: “In strada anche i bus con climatizzatore guasto”. Insorgono i sindacati

La decisione dell’Azienda per fronteggiare la carenza di mezzi. Fast Confsal e Faisa Cisal chiedono un’ispezione dell’Asp

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CATANIA – La profonda e annosa crisi economica dell’Amt costringe i vertici della Partecipata a raschiare il fondo del barile. E così per non ridurre ulteriormente i mezzi in circolazione, da tempo più che dimezzati, decide di mettere in strada anche i bus con l’impianto di aria condizionata rotto.

“Il regolare servizio di trasporto pubblico deve essere garantito anche in presenza di vetture con climatizzatore guasto, per non creare ulteriori disagi agli utenti con ritardi o soppressione di linea”, scrive oggi il dirigente della Produzione, ingegnere Isidoro Vitale, in una comunicazione di servizio inviata agli operatori che espletano mansioni di capolinea.

La decisione arriva all’indomani del malore di una signora di mezz’età finita in ospedale dopo essere svenuta a causa della temperatura bollente all’interno di un affollatissimo bus della linea 925, che aveva appunto il climatizzatore guasto.

Com’era facilmente prevedibile la disposizione della dirigenza Amt ha scatenato la reazione dei sindacati autonomi, Fast Confsal e Faisa Cisal, che hanno preso carta e penna per chiedere all’Asp 3 un urgente intervento ispettivo “a tutela dei lavoratori e dei cittadini catanesi che usufruiscono del mezzo pubblico”.

“L’Amt continua a non rispettare le norme più elementari sulla sicurezza negli autobus aziendali in materia di microclima (aria condizionata e botole di sicurezza poste sul tetto) all’interno delle vetture”, scrivono i segretari provinciali di Fast Confsal, Giuseppe Cottone, e di Faisa Cisal, Romualdo Moschella, ricordando che l’Asp “già in passato ha constatato che i mezzi ispezionati avevano l’aria condizionata guasta, e a oggi nessuna iniziativa seria è stata intrapresa da parte dell’Azienda”.

Rincara la dose Giovanni Lo Schiavo. Il segretario regionale di Fast Confsal chiede revoca della derivazione aziendale “in quanto, predisposta ‘contra legem'” .

Il sindacalista catanese si dice “indignato ed esterrefatto della scellerata determinazione dopo quanto accaduto ieri sul 925 e dopo tutte le censure mosse in più circostanze da parte delle nostre sigle sindacali , nonché della stessa Asp”. “Censuriamo con forza l”atteggiamento posto in essere dai vertici di Amt, tenuto conto peraltro che durante la riunione di ieri svoltasi in presenza anche della proprietà in occasione della discussione sull’accordo quadro di secondo livello, non c’è stata data nessuna comunicazione in tal senso”, conclude Lo Schiavo.

Successivamente è arrivata la levata di scudi anche di Cgil – Cisl – Uil e Ugl che chiedono il ritiro della “comunicazione sull’immissione in strada di mezzi con climatizzatore guasto, che viola la legge. Siamo alla rassegna delle vergogne, con i lavoratori costretti ad assumersi responsabilità ed esposti all’esasperazione collettiva”.

Secondo Alessandro Grasso (Filt Cgil), Mauro Torrisi (Fit Cisl), Franco Di Guardo (Uil Trasporti) e Giuseppe Scannella (Ugl trasporti autoferrotranviari), la disposizione aziendale costringe “gli autisti a violare il comma 75 del codice della strada, che prevede la circolazione di veicoli corrispondenti alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali.

“La legge è chiara – attaccano i sindacalisti – autobus dotati di impianto di climatizzazione non possono circolare se lo stesso è guasto. Si tratta di una forzatura a spese dei lavoratori, che dovranno rispondere in caso di un eventuale controllo da parte degli organi di polizia e che, oltretutto, sono chiamati a svolgere un servizio palesemente contrario rispetto alle prescrizioni impartite dall’Azienda sanitaria provinciale in ossequio alla salubrità ed alle idonee condizioni dell’ambiente di lavoro e del luogo di fruizione dell’utenza”

Ad alimentare l’attacco delle sigle sindacali nei confronti del direttore non c’è solo la presa di posizione odierna, ma anche la mancanza di concertazione nella gestione dell’attuale stato di emergenza in cui versa l’azienda di trasporto pubblico catanese. “Non c’è giorno che passa in cui l’Amt, anzichè fare un passo avanti ne fa due indietro, tra l’indifferenza generale. La società è nelle mani di nessuno e neanche il direttore generale, che auspichiamo da troppi mesi, è mai arrivato”, concludono i sindacalisti.

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