Amt, continua il toto nomine per il Cda

Faisa Cisal e Fast Confsal proclamano 4 ore di sciopero per il prossimo 7 aprile

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CATANIA – Il futuro dell’Amt, senza assetto manageriale e dirigenziale, resta ancora a tinte fosche. Una possibile schiarita potrebbe arrivare domani dall’assemblea dei soci che dovrà nominare i due componenti del consiglio di amministrazione, poltrone rimaste vacanti dopo le dimissioni di Daniela Baglieri e di Sebastiano Gentile.

Dieci giorni fa sul tavolo dell’assemblea era giunto un solo nome,  quello di Giuseppe Inturri. Il docente di trasporti e mobilità all’Università di Catania, con un passato alla Ferrovia circumetnea e all’Amat di Palermo, però ha declinato l’offerta.

A 24 ore dalla nuova riunione, da indiscrezioni raccolte da Tribù, in corsa per una poltrona nel Cda ci sarebbero due funzionari in pensione dell’Azienda siciliana trasporti: Emanuele Nicolosi, ex direttore generale, e Domenico Drago, ex dirigente amministrativo. Top secret l’altro nominativo, la cosiddetta ‘quota rosa’. 

Il nuovo Cda dell’Amt avrà il compito di redigere il nuovo statuto adeguandolo alla legge Madia che impone l’amministratore unico.

Tuttavia, indipendentemente da quanto delibererà l’assemblea, Faisa Cisal e Fast Confsal hanno proclamato 4 ore di sciopero per il prossimo 7 aprile. L’astensione dal lavoro sarà così articolata: il personale di movimento incrocerà le braccia dalle 12 alle 16 con rientro in rimessa, mentre i restanti dipendenti anticiperanno la smonta di 2 ore dal proprio turno.

“Al centro della protesta le seguenti problematiche: turni e servizio; visite mediche; aggressioni al personale; grave situazione economico-finanziaria”, scrivono in una nota Romualdo Moschella e Giovanni Lo Schiavo, rispettivamente segretario provinciale di Faisa-Cisal e regionale di Fast-Confsal.

Inutile dire, che la maggior preoccupazione dei sindacati è legata alle pesante situazione finanziaria dell’Azienda gravata da 56 milioni di debiti. I problemi di liquidità che si riflettono in frequenti ritardi nel pagamento degli stipendi o sul numero di vetture in circolazione, spesso dimezzato, sono legati anche alla mancata erogazione dei contributi pregressi da parte del Comune e della Regione Siciliana. Palazzo degli Elefanti deve versare 26 milioni, da Palermo invece si attendono 12 milioni di euro.

Risorse che darebbero senz’altro ossigeno a un’Amt sull’orlo del collasso, che si ritrova sul groppone anche un’istanza di pignoramento da 1,3 milioni di euro notificata dalla Colocoop al Comune di Catania.  Inoltre, come già anticipato da Tribù, dietro l’angolo c’e pure una pioggia di decreti ingiuntivi relativi al contenzioso per il mancato versamento dei contributi mensili dei lavoratori che hanno aderito al Fondo pensione complementare “Priamo”. Quasi cinquanta lavoratori si sono rivolti a un legale al fine di ottenere l’emissione dei decreti ingiuntivi per recuperare i crediti.

Un contesto dunque a dir precario, che evidentemente ha reso e rende complicato il compito del sindaco Bianco di individuare la coppia di consiglieri d’amministrazione da affiancare al presidente Lungaro, perchè non è facile trovare qualcuno disponibile ad accettare l’incarico e che abbia i requisiti per ricoprirlo.

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