Amt, fumata bianca: ex guida dell’ATAC Roma entra nel CdA

L’assemblea dei soci ha nominato i due consiglieri che affiancheranno Carlo Lungaro

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CATANIA – L’Amt, dopo due mesi di vacatio dovuta alle dimissioni di Daniela Baglieri e di Sebastiano Gentile, ha il nuovo consiglio di amministrazione. Stamattina l’assemblea dei soci ha nominato i due componenti che affiancheranno il presidente Carlo Lungaro. Si tratta di Domenico Drago e Stefania Di Serio (nella foto). 

Drago ha un’ esperienza trentennale nei trasporti: prima all’assessorato regionale, poi alla Sais, all’Ast e all’Amat. In queste ultime due aziende ha ricoperto il ruolo di direttore. Drago, come anticipato ieri da Tribù, era in ballottaggio con un altro ex funzionario dell’Ast, l’ex direttore generale Emanuele Nicolosi.

La Serio,  origini lucane e romana di adozione, ha conseguito una laurea in ingegneria civile con specializzazione in trasporti alla Sapienza di Roma. Vanta esperienze manageriali da Almaviva alla valutazione dei progetti alla Commissione europea. Ha già guidato l’Atac di Roma. In precedenza ha ricoperto incarichi dirigenziali all’Ata di Bologna e di Terni. E’ stata anche responsabile dell’Unità Progetto e sviluppo della Trambus spa.

La sua è una nomina targata Pd. Alle Amministrative del 2106 di Roma, la Serio era stata indicata da Roberto Giachetti come assessore ai Trasporti della sua giunta. Dopo la sconfitta del candidato sindaco Dem, si è dovuta accontentare di uno scranno da consigliere nel I Municipio della Capitale.

Il primo, impegnativo, banco di prova del nuovo cda Amt sarà la trasformazione dell’azienda, che passerà attraverso la redazione del nuovo statuto adeguandolo alla legge Madia che impone l’amministratore unico. Dopo questo step, il nuovo cda dovrà affrontare però la partita più importante per il futuro della Partecipata: rimettere a posto il bilancio gravato da 56 milioni di debiti. Problemi di liquidità che si riflettono in frequenti ritardi nel pagamento degli stipendi al personale o sul numero di vetture in circolazione, spesso dimezzato. Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare se il Comune e la Regione erogassero i contributi, rispettivamente 26 e 12 milioni di euro.

E proprio contro le due amministrazioni puntano il dito Faisa Cisal e Fast Confsal che hanno proclamato 4 ore di sciopero per il prossimo 7 aprile. L’astensione dal lavoro sarà così articolata: il personale di movimento incrocerà le braccia dalle 12 alle 16 con rientro in rimessa, mentre i restanti dipendenti anticiperanno la smonta di 2 ore dal proprio turno.

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