Amt fuori controllo

Sit-in dei lavoratori davanti alla prefettura per chiedere più sicurezza

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CATANIA – Chiedono più di sicurezza. Sono i 26 verificatori dell’Amt che stamattina stamattina davanti la Prefettura hanno partecipato a un sit-in promosso da Fast Confsal e Faisa Cisal. Obiettivo: accendere i riflettori sui gravi atti di violenza verbale e fisica nei confronti di autisti e controllori. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa con l’aggressione a un controllore della linea 2-5 da parte di un passeggero viaggiava senza biglietto. 

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti in prefettura per illustrare i motivi della protesta.

“Apprezziamo la disponibilità del Prefetto, tesa alla risoluzione del grave problema riguardante le aggressioni che il personale di verifica subisce durante l’esercizio delle funzioni”, afferma Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale di Fast-Confsal, aggiungendo che “non vi è dubbio che anche il socio unico (il Comune ndr) deve fare la sua parte”.

“La situazione peggiora di giorni in giorno tenuto cinto del fatto che sono sempre più frequenti e violente le aggressioni contro il personale di Amt, dovute spesso all’esasperazione degli utenti”, spiega il segretario provinciale di Fast Confsal Mobilità Giuseppe Cottone, annunciando che a breve chiederà un incontro al sindaco Bianco per chiedere provvedimenti utili a risolvere la questione sicurezza. La richiesta ribadita dalle sigle sindacali è che la figura del verificatore siano equiparata a quella di un agente di polizia amministrava, come già accade in altre regioni d’Italia. 

“La questione sicurezza – sottolinea Moschella – è dovuta al fatto che i dipendenti lavorano in condizioni rese difficili dalla crisi che attanaglia l’azienda”. Una crisi aggravata dalle recenti nel  dimissioni del presidente Puccio La Rosa, rimasto in carica soltanto quattro mesi.

L’addio dell’ex consigliere comunale di An ha fatto ripiombare l’azienda in un clima di incertezza, sottolineano lavoratori e sindacati.

“Al sindaco – aggiunge Cottone – chiederemo risposte urgenti perché la proprietà ha il dovere di essere la prima ad adottare i provvedimenti necessari per ridare futuro all’azienda, che è rimasta senza presidente e direttore generale”.

In attesa delle risposte istituzionali, sul campo e in prima linea ci sono loro i 26 verificatori, che si riducono a 22 perché ogni giorno 4 di essi godono del riposo settimanale. Senza contare le malattie e i permessi previsti dalla legge.

“Un organico ridotto all’osso – evidenzia Alfredo Reinache deve fare i conti con le gravi patologie di cui sono affetti tanti verificatori. Molti dei quali sono ex conducenti che per motivi di salute sono stati giudicati non idonei alla guida e sono stati impiegati nella mansione di verificatore. E’ un lavoro usurante  e pericoloso. Equiparandoci agli agenti di polizia amministrativa avremmo più potere e forse saremmo anche rispettati dagli utenti”.

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