Angelino Alfano, il coraggio di andarsene da signori

L’annuncio a sorpresa è giunto nel corso della trasmissione Porta a porta registrata nelle scorse ore dal ministro

ROMA – Oltre tremila giorni passati sui banchi di governo. A soli quarantasette anni, con quattro Presidenti del Consiglio diversi e senza mai perdere credibilità. Doveva essere l’incarnazione del più grigio potere democristiano, il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, l’immagine del politico per tutte le stagioni che non tramonta mai. Invece Angelino, avvocato agrigentino con la passione per la politica, ha scelto di tramontare da solo. E di eclissare la propria stella nel momento in cui chiunque altro avrebbe fatto carte false per cercare di restare a galla.

L’annuncio a sorpresa – nemmeno i dirigenti di Alternativa Popolare sapevano, e chissà come ci saranno rimasti – è giunto nel corso della trasmissione Porta a porta registrata nelle scorse ore. “Non starò seduto tra i banchi del prossimo Parlamento – ha detto il Ministro – perché ho deciso di non ricandidarmi alle prossime elezioni. Dimostrerò che si può fare politica anche fuori dal palazzo. Ritengo che ci siano dei momenti in cui vadano fatti dei gesti, voglio dimostrare che tutto ciò che abbiamo fatto è stato motivato da una profonda responsabilità verso il Paese”. 

“Profonda responsabilità”. Eccolo il cruccio di Alfano, che durante l’intervista nel salotto di Vespa non nega che nella decisione abbiano pesato i continui attacchi subiti negli ultimi anni. L’etichetta di “traditore” affibbiatagli dopo lo strappo con Silvio Berlusconi nel 2013, quando la fuoriuscita del suo gruppo dalla rediviva Forza Italia consentì al Governo Letta di restare in sella evitando la fine anticipata della legislatura. Ma l’atto che non gli viene perdonato, l’abbandono del padre politico che dall’ARS lo aveva portato a Roma e alle soglie della successione – ne era l’erede designato – non fu mai un vero parricidio. Anzi, a telecamere spente i rapporti tra Alfano e Berlusconi sono rimasti più che cordiali, tanto che il Cavaliere sarebbe stato tra i primi a chiamare dopo l’annuncio dell’ex delfino a Porta a Porta.

Per la stampa e per il popolo, però, Alfano rimane il “traditore”. E questo, per chi rivendica di aver dato stabilità al Paese per tutta una legislatura, con i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, lavorando in silenzio e bene amministrando – l’Italia di Alfano Ministro dell’Interno non ha subito nemmeno un attentato, mentre in giro per l’Europa le bombe scoppiavano e i camion investivano a piacere – è inaccettabile. E così Angelino decide di andar via, di non ricandidarsi nella prossima Legislatura e di non voler accettare nemmeno un eventuale incarico di governo.

Certo, la decisione arriva dopo la debacle di Alternativa Popolare in Sicilia, fino a ieri considerata “granaio” di voti per il movimento del Ministro degli Esteri. Alle ultime regionali, invece, il “granaio” non ha portato nemmeno un posto all’ARS. Ma uno con il fiuto politico di Alfano non avrebbe faticato a reinventarsi, a trovare il modo di essere della partita nel Governo della prossima legislatura. Solo che l’avvocato agrigentino con la passione per la politica, questa volta, ha deciso diversamente.

Si azzuffino gli altri per un posto in Parlamento. Chi è stato deputato regionale, quattro volte onorevole, tre volte ministro, una volta vicepresidente del Consiglio, non può star lì ad elemosinare una poltrona. Alfano l’ha capito. E se ne va, da gran signore. 

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  • Sono cresciuto sentendo sempre gli stessi nomi , ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti
    Che restino o vadano via ufficialmente ce li ritroviamo tutti dietro … le quinte .
    Voglio proprio vedere se sentiremo ancora parlare di lui

  • che articolo distorto. Mi viene il dubbio che tali ossequi giustificativi non siano del tutto disinteressati.
    Signore e non traditore o traditore e non signore? Quanto conta la coerenza, l’etica, il rispetto di chi lo ha appoggiato con migliaia di voti perchè stava dentro un contenitore e non nel contenitore opposto?
    D’altronde oggi si tira a campare attaccandosi in base a dove si mangia e le penne si muovono di conseguenza, anche se in una testata di nicchia

    • Dal suo punto di vista Alfano ha mantenuto un atteggiamento coerente. Lei fa delle accuse molto gravi alla mia professionalità

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