Anni di denunce e tanto fango ricevuto. Chi ha ricevuto il premio ora lo restituisca

Magistrati, funzionari di polizia, professionisti, giornalisti, per anni hanno ritirato il premio che a Labisi serviva solo per mostrarsi potente

Da anni ho denunciato in quasi solitudine il ruolo di Corrado Labisi nella nostra città ed nella regione. L’ho fatto beccandomi denunce e dossieraggio d’ogni tipo.

Cosicché, oggi plaudo al lavoro libero ed indipendente del Procuratore Carmelo Zuccaro, del sostituto Fabio Regolo, della DIA del capocentro Renato Panvino e di quanti altri hanno avuto il coraggio di offrire elementi utili alle indagini.

Una Procura autenticamente svincolata dalla paludosa rete di questa città ha potuto ciò che per troppo tempo non è stato possibile a quanti pure avrebbero dovuto.

Sarebbe utile e persino desiderabile approfondire il tipo di attività posto in essere da Corrado Labisi, la sua rete di rapporti, che certamente in queste ore si agita, i suoi frequenti viaggi all’estero, le sue amicizie fraterne.

E soprattutto sarebbe quantomeno igienicamente auspicabile che tutti coloro che hanno ricevuto l’usurpato premio Livatino-Saetta-Costa lo restituiscano, anche se di certo non occorreva l’indagine oggi nota per rifiutarlo, visto il personaggio che se ne faceva promotore, come fatto dal prefetto Federico e da alcuni illustri magistrati.

 

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