L’Antimafia “valuta” gli impresentabili: citati anche La Via, Sammartino e Aiello

Tra la quarantina finiti sul tavolo della Commissione Antimafia sbarcata ieri a Palermo sono finiti anche altri nomi di candidati alle prossime regionali

Antimafia

Il nome di Sammartino sarebbe stato fatto invece dal Prefetto di Catania Silvana Riccio, che ha chiesto la secretazione di una parte della sua audizione davanti alla Commissione guidata da Rosy Bindi. Il deputato uscente Pd, spiega l’articolo de La Sicilia, sarebbe stato sottoposto a “ulteriori verifiche” della Digos, sull’appoggio da parte di Lorenzo Leone, presidente della municipalità Librino-San Giorgio. Leone è fratello di Gaetano, condannato per mafia ed estorsione e considerato punto di riferimento del clan Santapaola. Nessun riferimento del Prefetto, invece, a eventuali indagini sul  presunto caso di voto di scambio al Comune di Mascalucia sollevato nelle scorse settimane da Tribù.

Il terzo nome “nuovo” emerso dalle audizioni dell’Antimafia è quello di Ciccio Aiello, ex sindaco di Vittoria, “sfiorato”, come ha ricordato il prefetto di Ragusa, dall’inchiesta Exit Poll. Ma al centro della visita della Commisione anche i casi relativi ad altri candidati catanesi, a partire dal quello più famoso del consigliere comunale di Forza Italia Riccardo Pellegrino, sul quale ieri Claudio Fava ha consegnato alla presidente Bindi un dossier che conterrebbe anche alcune intercettazioni. Pellegrino, nella bufera per l’amicizia con uno dei figli del boss Mazzei, era stato indagato (e archiviato) per voto di scambio dai pm catanesi. Ma ora ci sarebbero “altri approfondimenti”, come avrebbe rivelato il prefetto Riccio.

Pellegrino è stato citato insieme ad altri tre colleghi a Palazzo degli Elefanti, candidati alle prossime Regionali: Carmelo Coppolino (Sicilia Futura), Alessandro Porto (protagonista in zona Cesarini del cambio di casacca dalla liste dell’Arcipelago Sociale-Micari presidente a Forza Italia), Carmelo Sgroi (Udc). I quattro sono tra i 17 consiglieri indagati per truffa aggravata ai danni del Comune, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per le presunte “presenze anomale” in sedute di commissioni. Per loro la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma il Gip ha disposto l’imputazione coatta.

Secondo quanto riporta sempre La Sicilia, la certezza diffusa a conclusione della visita della Commisione Antimafia era che gli impresentabili sono tutti candidabili perché “nessuno rientrerebbe nelle cause di incandidabilità delle legge Severino”. I nodi, però, potrebbero venire al pettine in futuro: “Numerosi i candidati sotto processo; se venissero eletti e poi condannati, ‘la futura mappa dell’Ars sarebbe ridisegnata dalla Severino'”, conclude Barresi.

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  • IL MIO MODESTO PARERE E’ CHE A FRANCESCO AIELLO SI DOVREBBERO CHIEDERE SCUSE PUBBLICHE PER ISCRITTO CON UN APPOSITO ARTICOLO, CONSEGUENTEMENTE AL FATTO CHE E’ STATO RITENUTO ESTRANEO AI FATTI. QUESTO SAREBBE IL MINIMO IN BASE ALL’ETICA DELLA COMUNICAZIONE GIORNALISTICA.

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