Antoci, il PD e le Regionali: “Candidato sia scelto con Crocetta”

Intervista al Presidente del Parco dei Nebrodi: “A fianco di Emiliano per la segreteria dem. Regionali? Non ci penso”

Antoci

ROMA – “Scegliere il prossimo candidato alla Presidenza della Regione insieme al presidente uscente”. A dirlo è l’uomo del giorno in casa Partito Democratico. Ovvero il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, che nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri alla Camera dei Deputati ha annunciato la propria discesa in campo a fianco di Michele Emiliano, candidato alla Segreteria del PD.

E se la stampa nazionale parla già di un ticket, il primo campo d’azione per il presidente del Parco – oggetto l’anno scorso di un attentato da parte della mafia dei Nebrodi – resta la Sicilia e specialmente lo scranno che Rosario Crocetta lascerà ad ottobre.

“COMPATIBILE CON EMILIANO” – Per il momento, però, c’è da focalizzarsi sulla campagna per le primarie PD del 30 aprile. Una sfida difficile, che Antoci ha scelto di correre impegnandosi personalmente: “Tutto nasce dalla compatibilità – dice il presidente del Parco dei Nebrodi ai microfoni di TribùIo sono ovviamente compatibile con Michele Emiliano, per tante scelte come quelle sull’impegno ambientale, la legalità, la lotta alla mafia“.

“Ci sono alcuni temi nei quali il Partito Democratico è stato carente, non ha avuto la forza di reagire – spiega il presidente – penso ad esempio alla scuola, con una legge che ha distrutto il comparto scolastico nella sua capacità di coinvolgimento, ma anche dal punto di vista psicologico per quanto riguarda i docenti. E’ solo un esempio dei temi sollevati da Emiliano, che non ho visto nelle altre mozioni“.

Compresa quella per la ricandidatura di Matteo Renzi alla guida dei democratici. L’ex premier era stato tra i primi a chiamare Antoci all’indomani dell’attentato, invitandolo poi alla propria convention fiorentina – la celebre Leopolda – e guardando al presidente del Parco dei Nebrodi come ad un esempio di impegno civile contro le mafie. “Mi consenta di dirle che la solidarietà dell’allora Presidente del Consiglio – come l’ho avuta dal Presidente della Repubblica e da tutti gli organi dello Stato – è una cosa normale“, dice oggi Antoci. Al netto dell’amicizia personale, che resta immutata: “I rapporti con Renzi sono ottimi e così rimarranno. Quando parlo di compatibilità con Emiliano non voglio dire che gli altri siano incompatibili. Dico però che il profilo di Emiliano gli altri non ce l’hanno“.

“CANDIDATO CONDIVISO”E la Sicilia? Scegliere Emiliano avvicina o allontana Palazzo d’Orleans per Giuseppe Antoci? “Sull’ipotesi di una mia candidatura alla Presidenza della Regione faccio un solo commento: non è una cosa alla quale io sono interessato, non mi appassiona – dice – In questo momento la Sicilia esprime un Presidente di centrosinistra che è Rosario Crocetta. Io ritengo che chiunque dovesse essere domani il candidato alla Presidenza della Regione del Partito Democratico, questo candidato dovrà essere condiviso anche dal Presidente uscente“. Sulla ricandidatura autonoma di Crocetta, però, nessun commento: “So che in questi giorni è all’estero, non l’ho ancora sentito. Ma parleremo certamente al suo rientro”.

Chiunque sia il candidato guai a sottovalutare le Regionali di ottobre in Sicilia. “Se si vota a fine mandato per le Politiche, che sono dopo le Regionali, l’effetto Sicilia avrà la sua importanza – sottolinea Antoci – La maturità di un partito serio e progressista, che si candida a governare l’Italia in un momento difficile della Storia – pensi a Trump, alla Le Pen, al populismo che avanza ed in parte è frenato in Olanda – ha la responsabilità di rispondere ai cittadini attraverso l’impegno di persone libere”.

Giuseppe Antoci è certo di esserlo: “La mia vita poteva terminare il 17 maggio 2016. Quest’esperienza mi ha insegnato che tutto può terminare in qualsiasi momento: perciò il mio primo consigliere è la coscienza. Nella vita potrò dire di aver fatto tutto quello che era giusto fare, e cioè il mio dovere. E questo è un altro segnale che va lanciato: scegliere sempre la propria coscienza, senza farsi tirare la giacca dalle velleità di potere. Questo possono farlo solo le persone libere – conclude il presidente del Parco dei Nebrodi – e io penso di esserlo”.

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