Regionali, la denuncia nel catanese: “Anziani interdetti portati a votare S. senza il consenso dei familiari”

La denuncia circola da alcune ore sui social network insieme ad un video realizzato in un ufficio elettorale di un Comune dell’hinterland etneo dal figlio di una 88enne ricoverata in una casa di cura 

 

CATANIA – Anziani interdetti portati a votare senza l’autorizzazione dei familiari. La denuncia circola da alcune ore sui social network insieme ad un video realizzato all’interno di un ufficio elettorale di un Comune dell’hinterland etneo.

Nel filmato, un cittadino si reca in Municipio per controllare se la propria madre abbia votato. Una circostanza confermata dal personale dell’ufficio elettorale, che mostra tutti i documenti al figlio della donna ricoverata in una casa di cura a Gravina di Catania. Peccato che secondo l’autore del video, l’anziana – 88enne, allettata da diversi anni – sia stata fatta votare senza il consenso dei figli.

Secondo l’uomo il voto di molti anziani sarebbe stato rastrellato in diverse case di cura e indirizzato al deputato uscente del PD Luca Sammartino, ribattezzato dopo questa tornata elettorale “Mister preferenze” in virtù degli oltre 32 mila voti ottenuti nel collegio di Catania.

“Soltanto mio fratello può dare l’autorizzazione, perché mia madre è interdetta”, si sente nel video. “Ho parlato con il comandante dei vigili urbani – prosegue l’uomo – e mi ha detto che hanno fatto un seggio speciale”. La legge prevede infatti che un seggio speciale possa essere istituito nelle sezioni elettorali “nella cui circoscrizione esistano ospedali e case di cura con almeno 100 e fino a 199 posti letto”, nonché “presso le sezioni ospedaliere nelle quali esistono ricoverati che, a giudizio della direzione, non possono recarsi alle cabine per esprimere il voto”.

Proprio il caso della madre dell’autore del video. “Ha 88 anni, è allettata, non si muove da tre anni, riesce solo a mangiare e l’hanno fatta votare?”, si chiede ancora l’uomo. “Mio fratello mi ha telefonato dicendomi che hanno sistemato la mamma facendola scendere per votare”. L’impiegata controlla la documentazione dalla quale risulterebbe che in effetti la donna è stata fatta votare. Nei documenti è presente anche una firma dell’anziana, che il figlio denuncia non essere originale. “L’hanno copiata di sicuro dal documento – afferma l’uomo – mia madre non può firmare, non muove più le mani, le diamo da mangiare noi”.

“Abbiamo dovuto istituire un seggio speciale con un presidente e due scrutatori”, conferma l’impiegata dell’ufficio elettorale. “Tutto per raccogliere i voti di queste povere anime”, conclude amareggiato l’uomo, che annuncia di recarsi alla Guardia di Finanza per presentate una denuncia sulla vicenda. La scena ripresa all’interno dell’ufficio elettorale, però, intanto finisce su Facebook. Dove monta l’indignazione per un comportamento che, se confermato, risulterebbe gravissimo.

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