Architettura, qualità e asian mood

Pepe Nero di Fortunato Fasanaro offre uno spazio elegante, una cucina varia e di alto livello, vini anche pregiatissimi

Pepe Nero

Fortunato Fasanaro ha creduto nella ristorazione fin da ragazzo e lo ha fatto fin dall’inizio con un piglio imprenditoriale intelligente, puntando alla eccellenza.

E’ anche a persone come Fortunato che dobbiamo la rivalutazione di luoghi poi rinati ma prima abbandonati e degradati, basti pensare alla sua esperienza al Porto di Catania quando non esisteva il porto aperto né c’era la Vecchia Dogana e la cultura dell’accesso al mare.

Singolare anche la scelta di far nascere un ristorante su quella parte di Lungomare che dopo gli anni Settanta aveva conosciuto solo il sorgere di nuovi palazzi, senza particolare attenzione ai servizi.

Ci ha pensato Fortunato con Pepe Nero.

Uno spazio elegante, con la possibilità di spazi più riservati ed anche esclusivi, una cucina varia e di alto livello, vini anche pregiatissimi.

Una ricerca meticolosa delle materie prime, a cominciare dal pane o la pasta che sono fatti in casa con l’uso di grani scelti, rende ogni piatto una specialità.

Il ristorante è frequentato da avventori eleganti e senza età, dai ragazzi ai più anziani tutti vi riconoscono un’atmosfera calda ed accogliente.

Forte di quest’esperienza Fortunato e soci hanno realizzato un altro spazio di grandissima appeal.

In via Vecchia Ognina, alle spalle di Corso Italia, in una villa liberty magnificamente restaurata sorge Amocù.

Un asian mood che può fare la concorrenza ai più eleganti locali londinesi o dell’upper side a New York, progettato dall’architetto Salvo Puleo, e con un’offerta culinaria di altissima specializzazione e pregio.

Un risultato frutto di un impegno continuo. “Non ci fermiamo mai nella ricerca delle materie prime, ma anche delle figure professionali capaci di trasformarle – spiega Fasanaro – Ma anche di presentarle agli ospiti, oggi il lavoro nella ristorazione è considerato un ripiego in mancanza di altre opportunità ma noi crediamo che esista una vera e propria ‘arte del servire’, che ci sforziamo di assicurare al cliente”.

Il tutto offrendo una varietà di piatti invidiabile. “Il nostro può essere considerato più ristoranti in uno – dice il ristoratore – serviamo carne, pesce, pizza, susgi e quant’altro. Lo facciamo in una location prestigiosa, cercando di costruire un servizio perfetto per il cliente”.

Nel panorama del food siciliano e dell’impatto che questo ha sul pil dei siciliani molto dobbiamo alle intelligenze come quella di Fortunato e dei suoi collaboratori che possono rappresentare, a buon titolo, una vetrina di livello internazionale.

Il primo posto è ampiamente meritato.

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  • Non avevamo dubbi sul primo posto in classifica. Fortunato è ormai ai vertici della ristorazione siciliana da parecchi anni. Il nuovo locale di sushi poi è stellare

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