Ars bloccata sulle Commissioni, rinvio a dopo Natale. M5s: “Tempi risicati per il Bilancio”

La “cavalcata” per riassetto istituzionale dell’ARS, invero piuttosto lenta, si è interrotta oggi sulla definizione delle Commissioni parlamentari. Preoccupazione per il bilancio provvisorio

Commissioni

PALERMO – Tutto rimandato a dopo Natale. La “cavalcata” per il riassetto istituzionale dell’ARS, invero piuttosto lenta, si è interrotta oggi sulla definizione delle Commissioni parlamentari. Nessun accordo tra le forze politiche per la formazione delle stese. Come stabilito dal vicepresidente dell’Assemblea, Roberto Di Mauro, i lavori slitteranno a dopo Natale.

A formalizzare l’elenco dei deputati designati per ciascuna commissione, oggi, era stato soltanto il Movimento Cinque Stelle. Da parte degli altri gruppi non è pervenuta alla Presidenza alcuna lista. Da una parte il PD, alle prese con la crisi interna, non è riuscito a trovare un’intesa sui nomi da proporre. Ma anche all’interno della maggioranza ci sarebbero alcune difficoltà a stilare la lista dei deputati. In assenza di indicazioni da parte dei principali grippi, il presidente di turno dell’Assemblea ha rimandato i lavori a mercoledì 27 dicembre alle ore 12.

Alcuni giorni per consentire alle forze politiche di freddare gli animi e sciogliere il busillis delle commissioni. Sullo sfondo la corsa per l’approvazione, entro i 30 dicembre, del Bilancio provvisorio della Regione. “Questo Parlamento è fermo da mesi, mentre categorie di lavoratori sono appese ad un filo – attacca il capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’ARS Valentina Zafarana – I tempi per l’approvazione del bilancio provvisorio sono più che risicati, ma questo non sembra importare a nessuno. Qui si parla solo di poltrone e di fare saltare il tetto a stipendi, che in alcuni casi sono veramente alti”.

“Dovranno passare sul nostro cadavere per farlo – prosegue la portavoce del M5s – Se un ritocco va fatto, forse andrebbe fatto al ribasso. Qui ci sono paghe con la sedicesima, è una parola che non si può sentire, se rapportata al disastro economico-sociale che c’è fuori da questo palazzo. L’esordio di questo parlamento e di questo governo non sono dei migliori. Se il buongiorno si vede dal mattino si profila l’ennesima pessima legislatura”.

Se la formazione delle commissioni ha subito uno stop, non smette di appassionare la vicenda del deputato Cateno De Luca, ex Udc oggi membro del gruppo misto. Di cui è stato eletto presidente, trovandosi in compagnia nientemeno che di Claudio Fava, tra i critici più accesi delle candidature degli “impresentabili” alle ultime Regionali, che non ha partecipato al voto per il capogruppo. De Luca, indagato per evasione fiscale, condividerà il gruppo anche con il deputato di “Noi con Salvini” Tony Rizzotto, indagato per peculato.

Dal misto escono invece i deputati di Sicilia Futura Nicola D’Agostino e Edy Tamajo, che in deroga al regolamento parlamentare godrà di un mini-gruppo di soli due deputati. Costituito anche col gruppo di Fratelli d’Italia, presieduto da Elvira Amata, a cui ha aderito il deputato catanese Giuseppe Zitelli. 

 

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