ARS, Miccichè eletto presidente al terzo tentativo Quattro voti più del previsto per lui dopo la bagarre

Il commissario siciliano di Forza Italia con 39 preferenze ha superato il quorum di 35 voti previsto nel terzo scrutino segreto ed è stato eletto, 11 anni dopo la prima esperienza, presidente dell’Assemblea regionale siciliana

PALERMO – Dopo le due fumate nere di ieri, Gianfranco Miccichè centra l’obiettivo. Il commissario siciliano di Forza Italia con 39 preferenze ha superato il quorum di 35 voti previsto nel terzo scrutino segreto ed è stato eletto, 11 anni dopo la prima esperienza, presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

I votanti sono stati 69. Su Margherita La Rocca Ruvolo (Udc) sono confluiti i voti dei 20 deputati del M5s. Sette voti sono andati al Dem Nello Di Pasquale. Uno a testa per Sergio Tancredi (M5s), Claudio Fava e Mimmo Turano (Udc). 

Sul nome del neo presidente sono dunque confluiti 4 voti in più del previsto. A far da stampella al centrodestra, come successo già ieri, sono stati i due deputati di Pdr-Sicilia, Edy Tamajo e Nicola D’Agostino. Le altre due preferenze, considerato che Dipasquale ha raccolto solo 7 voti sugli 11 deputati Pd, sono arrivate dalle fila Dem.

Un lungo applauso dell’aula ha salutato il voto numero 35 che ha sigillato il ritorno dell’ex ministro berlusconiano sullo scranno più alto di Sala d’Ercole. Dopo la proclamazione, Micciché ha abbracciato il governatore Musumeci e ha preso subito posto sulla poltrona di presidente.

“Non posso nascondere l’emozione di salire per la seconda volta su questo scranno”, le prime parole di Micciché da presidente che ha poi ringraziato “tutti, ma di più chi mi ha votato”. “Cercherò di favorire la realizzazione del programma che i siciliani hanno scelto eleggendo Nello Musumeci. Il compito del governo sarà titanico, ma sono sicuro che Musumeci lo saprà affrontare con le capacità già dimostrate in passato.

BULLA MOSTRA SCHEDA VOTATA, BAGARRE E LAVORI SOSPESI – Come nelle due votazioni di ieri, è assente l’autonomista Pippo Gennusso per la perdita della moglie. La maggioranza che sostiene Miccichè può contare dunque su 35 voti. La terza chiama, iniziata poco dopo le 12, è stata sospesa quasi subito, per la protesta del capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo, in merito alla votazione del deputato Udc Giovanni Bulla, che prima di depositare la scheda nell’urna avrebbe mostrato la preferenza espressa.

Circostanza, poi, confermata da una foto pubblicata sulla pagina Facebook del M5s e diventata subito virale sui social network, che ritrae il deputato Udc mentre mostra a due componenti del governo (Falcone e Grasso) il proprio voto segreto, per dimostrare di non essere un “franco tiratore”.

Un gesto che ha fatto però salire alle stelle la tensione in aula. “Chiamo il servizio d’ordine, state ai vostri posti”, ha urlato più volte il presidente Alfio Papale nel tentativo di calmare gli animi. Ma la tensione è restata altissima e il deputato anziano forzista è stato costretto così a sospendere la chiama e i lavori. Dopo il caos in aula, l’Ufficio di presidenza provvisorio ha annullato il voto e ha deciso di rifare la votazione che è iniziata dopo quasi un’ora di sospensione.

Il M5s ha deciso di votare per La Rocca Ruvolo, deputata dell’Udc, nel tentativo di spaccare la maggioranza che sosteneva Miccichè. Il Partito democratico, a differenza di ieri, non si è astenuto, dando indicazione di convergere su Dipasquale. Ma la strategia Dem scelta per contarsi ed evitare spaccature interne, alla prova dei fatti, si è rivelata infruttuosa.

L’Assemblea regionale siciliana era tornata a riunirsi dopo le due votazioni di ieri andate a vuoto. Al secondo scrutinio, il commissario siciliano di Fi aveva mancato l’elezione allo scranno più alto di Sala d’Ercole per un solo voto. Ha ottenuto 35 preferenze, sfiorando il quorum previsto dal regolamento della metà più uno dei 70 deputati. Alla prima votazione aveva ricevuto 33 preferenze, sempre con due franchi tiratori.

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