ARS, Musumeci presenta le linee programmatiche L’attacco di De Luca: “Mi dica se vuole il mio voto”

Il Presidente della Regione ha esposto le iniziative che il Governo adotterà per l’isola. Il Capogruppo del Misto rilancia la polemica sugli impresentabili

ARS

PALERMO – Emergenza economica, emergenza dei rifiuti, emergenza istituzionale. Sono un crogiolo di emergenze le dichiarazioni programmatiche rese oggi pomeriggio all’Assemblea regionale siciliana dal Presidente Nello Musumeci. Che ai deputati riuniti in Sala d’Ercole ha esposto le iniziative che il Governo adotterà nei prossimi anni per raddrizzare una situazione che il governatore ha descritto come drammatica. 

Ma all’esordio del suo intervento Musumeci non ha mancato di bacchettare i giornalisti a suo dire ostili nei confronti delle prime settimane dell’esecutivo regionale. “La Sicilia è un’isola ancora prigioniera di antichi pregiudizi ed esaltata da certo giornalismo spazzatura – ha attaccato il Presidente – Noi siamo consapevoli delle connivenze e opacità recenti e remote che pesano sulla Sicilia, ma una cosa è lo stimolo altra cosa è l’accanimento, solo per il gusto di fare audience, ascolto”.

Musumeci ha poi iniziato ad esporre i punti programmatici. Su cui il Presidente e l’Assessore all’Economia Gaetano Armao hanno promesso un’operazione verità. Cominciando nei giorni scorsi con la descrizione di un deficit che secondo l’esecutivo regionale toccherebbe i sei miliardi. Una situazione ribadita oggi pomeriggio all’ARS: “I più recenti dati socioeconomici ci restituiscono un quadro allarmante della Sicilia, relegata all’ultimo posto in Italia e nell’area comunitaria – ha detto Musumeci – Dopo 40 anni si continua a parlare della Sicilia come un problema. Abbiamo il dovere morale di lavorare per ridare energia, prospettiva e smalto per questa terra, specialmente nell’area mediterranea dove deve avere un ruolo politico”.

Non meno preoccupante la questione delle discariche. “In Sicilia le discariche pubbliche e private sono al collasso, hanno 7-8 mesi di autonomia – ha detto il Presidente della Regione – Per guadagnare un anno di tempo, bisogna fare in modo che nelle discariche arrivi la metà delle 5mila tonnellate ogni giorno sono smaltite nelle vasche. Il ministero dell’Ambiente ci ha detto di portare questi rifiuti all’estero ma abbiamo problemi logistici”. Un tema al centro del dibattito pubblico, con molti primi cittadini sul piede di guerra e gli interventi di molti deputati sul tema

All’ordine del giorno anche la situazione istituzionale della regione, dalla necessità di una revisione dello statuto alla reintroduzione delle ex Province “decentrando competenze finora gestite dalla Regione. Difendiamo l’elezione diretta dei presidenti della città metropolitana e del libero consorzio come conquista della democrazia – ha detto Musumeci – In tal senso abbiamo presentato un ricorso. Il Parlamento modificherà la legge vigente”. 

E ancora lotta alla mafia, semplificazione, agenda digitale, turismo. Ma anche considerazione più schiettamente politiche, su una maggioranza d’aula risicata anche a causa di alcune defezioni nella maggioranza avvenute nelle prime settimane di Governo. Tra i gruppi parlamentare di maggioranza il Presidente della Regione non cita il gruppo misto, di cui fanno parte, oltre a Claudio Fava, due deputati eletti nella coalizione di centrodestra, ovvero Cateno De Luca e Tony Rizzotto, eletti rispettivamente con l’UdC e Noi con Salvini.

Nel corso del dibattito d’aula, attualmente in corso, proprio il capogruppo del misto De Luca è tornato a chiedere a Musumeci una presa di posizione sul tema degli “impresentabili”. “Presidente Musumeci, lei non è più il Presidente dell’Antimafia – ha detto il deputato ex Udc, le cui vicende giudiziaria all’indomani dell’elezione all’ARS avevano sollevato un aspro dibattito io non voglio vederla più in quella veste. Mi faccia sapere se vuole accettare il mio voto”. Vedremo se il presidente della Regione, nel corso della replica, vorrà rispondere. 

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  • Musumeci, che già dopo un mese si lamenta della stampa (appecoronata, a dire il vero) fa capire il peso specifico politico/amministrativo del soggetto.
    Lontanissimi ed irripetibili appaiono i fasti da Presidente della Provincia di Catania, quando i soldi da spendere spuntavano anche grazie a mamma Regione,, il cui bilancio veniva spolpato proprio per generare consenso.

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