Arte e Storia nell’incuria: così l’Unict dimentica i suoi luoghi

Seconda tappa del viaggio di Tribù nei luoghi dell’Università di Catania: siamo entrati per voi nelle Facoltà del centro storico

 

CATANIA – Continua il viaggio di Tribù nei luoghi dell’Università degli Studi di Catania. Pochi giorni fa avevamo mostrato ai lettori come la Torre Biologica “Ferdinando Latteri” inaugurata da Matteo Renzi lo scorso novembre presenti dopo pochi mesi rilevanti criticità e risenta dell’incuria. Oggi siamo stati per voi nelle Facoltà situate in centro, il più delle volte in edifici ricchi d’arte e di storia parte integrante del patrimonio culturale della nostra città. Un patrimonio riconosciuto a livello mondiale ma non sempre adeguatamente valorizzato – se non chiaramente bistrattato – da gestori e fruitori.

Bastano pochi minuti di visita per rendersi conto di questa triste situazione. Il monumentale Monastero dei Benedettini – edificato a partire dal XVI secolo e dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2002 – accoglie gli studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche e i visitatori con lo spettacolo della spazzatura abbandonata nei suoi siti archeologici. Negli scavi antistanti l’edificio è possibile infatti osservare spazzatura e materiali vari. La situazione non migliora all’interno, dove le nicchie storiche del Monastero vengono utilizzate per accantonare i rifiuti in attesa che qualcuno passi a rimuoverli.

Ci spostiamo preso la sede del Dipartimento di Giurisprudenza, la settecentesca Villa Cerami. Purtroppo anche qui la situazione non è delle migliori: il maestoso salone principale dell’edificio viene utilizzato in alcune sue parti come “deposito” per materiali e condizionatori guasti. Inoltre, scendendo ai piani bassi della villa, è possibile notare come un grave problema di umidità interessi le pareti pregiudicandone tenuta e decoro. Non reca maggiori soddisfazioni il Palazzo delle Scienze, novecentesca sede di Economia. L’edificio vede abbandonati nei corridoi mucchi di rifiuti e addirittura frammenti di vetro potenzialmente pericolosi per gli studenti che vi passino accanto.

A fronte di queste gravi carenze – del resto facilmente risolvibili, se si decidesse di riparare all’incuria nella quale sembrano versare questi luoghi – altri dipartimenti mostrano un maggiore rispetto dei propri luoghi. Tra tutte le sedi di Archeologia e Geologia dimostrano come sia possibile conservare degnamente il patrimonio storico e artistico di un’Università che a volte non sembra rendersi conto del valore di questi edifici per la città e per i propri studenti.

A proposito degli studenti tocca però notare come alcuni mostrino di non meritare tale fortuna. Lo scarso rispetto di costoro si vede sin dalle scritte che deturpano i muri degli edifici dell’Università. Un bene prezioso che una comunità matura dovrebbe imparare a meritare e a gestire al meglio.

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