Asaec-antiestorsione: “Gravi frasi di Pellegrino, la mafia a S. Cristoforo esiste”

Arriva il commento dell’associazione antiracket sulla vicenda della candidatura all’ARS del consigliere già segnalato dalla Commissione regionale antimafia

Asaec

CATANIA – Arriva la presa di posizione dell’associazione Asaec-Antiestorsione di Catania sulla vicenda della candidatura all’ARS del consigliere catanese Riccardo Pellegrino, che da alcuni giorni agita le acque del centrodestra catanese. 

La questione era stata sollevata nei giorni scorsi da un articolo del nostro giornale, che aveva ricordato come il nome di Pellegrino comparisse insieme a quello di altri consiglieri nella relazione dell’antimafia regionale – allora presieduta da Musumeci – in merito a presunte infiltrazione mafiose al Comune di Catania. La vicenda è balzata alle cronache locali e nazionali, con la richiesta di Musumeci di ritirare la candidatura di Pellegrino. Che ieri ha comunque inaugurato il comitato elettorale dichiarando di restare in campo con Forza Italia nonostante i veti avanzati dal candidato alla Presidenza della Regione

“Le parole di Pellegrino sono di inaudita gravità. L’affermazione da parte di un candidato alle elezioni regionali che, nel quartiere di San Cristoforo, la mafia non esiste lascia sgomenti – dice il presidente Nicola Grassi dell’associazione Asaec-Antiestorsione – La mafia esiste, il metodo mafioso di delinquere è pervicacemente radicato non solo a San Cristoforo ma in tutta la città. Ciò è ampiamente dimostrato non solo dal rapporto semestrale 2016/2017 della D.I.A. che delinea come lo spaccio e l’estorsione siano ancora le modalità più diffuse di controllo del territorio, ma soprattutto dalle innumerevoli operazioni effettuate dalla Polizia, D.I.A. di Catania e dalla Procura distrettuale antimafia proprio a San Cristoforo. È bene ricordare come nello stesso quartiere insistono realtà importanti che svolgono un’importante opera educativa anche con il sostegno dei residenti”.

“Come Asaec abbiamo spesso ricordato come sia nel dna delle mafia la ricerca del rapporto con la politica – prosegue il presidente dell’associazione antiracket – pertanto, più una politica è impermeabile alle pressioni ed ai tentativi di infiltrazione mafiosa, meglio riuscirà ad assolvere il compito del perseguimento dell’interesse pubblico. Facciamo appello a tutte le forze politiche in campo affinché vigilino sull’affidabilità, non solo giudiziaria, ma anche etica, dei loro candidati”.

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