Tra assessori dimessi e “impresentabili” promossi Settimana di fuoco all’Ars

Polemiche su polemiche, quelle affastellate in settimana dal Parlamento più antico d’Europa, a partire dai maxi-stipendi dei dirigenti

Assemblea

PALERMO – Un Assessore dimesso, un “impresentabile” promosso, un bilancio approvato tra feroci polemiche. Sarà ricordata come la prima settimana di fuoco della nuova Assemblea regionale quella che si è chiusa ieri con l’approvazione dell’esercizio provvisorio. Tra le proteste delle opposizioni – con il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico proditoriamente uniti – per la gestione “creativa” dei regolamenti d’aula da parte del presidente Micciché.

Senza la quale oggi il Parlamento si sarebbe dovuto riunire di nuovo per approvare il Bilancio, essendo mancato ieri per due volte il numero legale durante la votazione. La seconda volta, come per magia, il presidente del Parlamento siciliano ha stabilito che il numero legale vi fosse, calcolandolo sui deputati presenti a inizio seduta e non sui votanti effettivi.

Una manovra che secondo le opposizioni calpesta i regolamenti d’aula, nascondendo le difficoltà di una maggioranza che a pochi giorni dall’insediamento appare già spappolata. Come ricordano metaforicamente le note della “ciaramedda” di Cateno De Luca, che ha suonato sui banchi della Presidenza poco prima dell’inizio della seduta.

Micciché ancora nella bufera, insomma. A poche ore dalla querelle con l’ormai ex Assessore ai Rifiuti Vincenzo Figuccia, che aveva contestato le frasi del Presidente dell’Ars sui maxi-stipendi di Palazzo d’Orléans guadagnando la reprimenda politica della maggioranza e dello stesso Presidente della Regione Musumeci.

Figuccia si era dimesso, mentre poco dopo Micciché aveva fatto marcia indietro sugli stipendi d’oro, incaricando il deputato Giorgio Assenza di mediare con i sindacati per ottenere entro sessanta giorni un nuovo accordo sul tetto. Intanto lunedì 1° gennaio scadrà l’accordo della Legislatura precedente sul tetto a 240.000 euro. E per i dirigenti dell’Assemblea Regionale arriverà un assegno molto sostanzioso, in attesa che la mediazione di Assenza vada a buon fine.

A proposito di deputati, l’approvazione dell’esercizio provvisorio non sarebbe stata possibile senza il voto preventivo delle Commissioni. Anche questo non privo di polemiche, con l’elezione a Presidente della Commissione Bilancio di Riccardo Savona, noto alle cronache politiche e giudiziarie siciliane. Savona, pochi giorni dopo il voto,  è stato indagato dalla Procura di Palermo per truffa e appropriazione indebita.

Già prima il deputato era stato citato nell’informativa della DIA di Trapani che portò al sequestro di un miliardo e mezzo di euro a Vito Nicastri, imprenditore “re dell’eolico” ritenuto prestanome di Matteo Messina Denaro. Rapporti di affari, quelli tra Savona e Nicastri, che la DIA descriveva come “evidenti”. Molti osservatori avevano inserito il cinque volte deputato tra gli “impresentabili”. Il che non gli ha impedito di ottenere la presidenza della Commissione più importante dell’Ars.

Polemiche su polemiche, quelle affastellate in settimana dall’Assemblea. Intanto, nelle scorse ore, Musumeci e il governo hanno stabilito i primi “cambi” nella burocrazia regionale. A partire dal ruolo di Segretario Generale, dove al posto di Patrizia Monterosso andrà Maria Mattarella, figlia del presidente della Regione Piersanti, ucciso dalla mafia nel 1980, e nipote del Presidente della Repubblica. Al dipartimento Acque e rifiuti, al posto di Geatano Valastro, andrà invece il dirigente Giuseppe Cocina. 

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