Augusta, caos 5 stelle: confusione e imbarazzo per i meetup “gemelli”

Polemiche per l’iniziativa dell’ex vicesindaco e di un consigliere

AUGUSTA – I loro cavalli di battaglia sono onestà, compattezza e democrazia. Eppure, qualcosa nel M5S siciliano scricchiola. Da Roma in giù, il mantra pentastellato si recita sottovoce e oltre lo Stretto – lo stesso attraversato a nuoto da Beppe Grillo in campagna elettorale – vige confusione e un mal celato imbarazzo.

Il caso firme false a Palermo ha già fatto arrossire le gote di qualcuno, ma sarebbe scorretto cavalcare affrettati processi mediatici. La Giustizia farà luce sugli eventi. Certo è che i vocioni urlanti “onestà!” sembrano esser diventati d’un tratto flebili.

Nella roccaforte di Crocetta, il successo dell’ex sindaco gelese Domenico Messinese è diventato in pochi mesi una gatta da pelare. Espulso dal M5s, il reietto ha fondato il movimento civico “Sviluppo democratico-Progetto Comune” a cui hanno aderito tutti gli assessori della giunta tranne due. La sua sede, inoltre, è proprio là: dove c’era uno dei Meetup Cinque Stelle.

Nilo Settipani e Giancarlo Cancelleri

Per il Movimento, l’ultima separazione in casa si chiama “Augusta 2.0”. Si rivolge ai “delusi dall’attuale amministrazione comunale”. I suoi organizzatori non sono nomi da poco: Giuseppe Schermi, ex vice sindaco e assessore al Bilancio della giunta Di Pietro, e Nilo Settipani, consigliere comunale marchiato come “traditore” per essersi dimesso dal gruppo pentastellato pur restando tra i banchi consiliari.

Secondo i “dissidenti”, la giunta augustana non rispetterebbe il valore principe del Movimento: la “democrazia partecipata” riassunta nello slogan “uno vale uno”. Dunque, la nascita di un secondo meetup, che ha scatenato la pronta reazione di Palermo.

Gli “unici legittimati a parlare per conto del M5S sono sindaco, assessori e consiglieri – ribatte il Movimento in una nota – chiunque millanti una appartenenza al Movimento 5 Stelle, non solo dice il falso ma sta anche commettendo un reato perseguibile ai sensi di legge per uso improprio di simbolo appartenente ad altri”. Dunque, la cordata di Schermi e Settipani sarebbe un gruppo di “mistificatori” perseguibili ai sensi di legge.

In soldoni, i due ex grillini portano avanti lo stendardo ideologico dei pentastellati pur non facendone parte. Ma a quale titolo?

“I signori dovranno decidere da che parte stare” è l’invito del gruppo parlamentare M5S siciliano che rimane schierato a fianco del sindaco Cettina Di Pietro, a capo di “un’ amministrazione in linea col Movimento che opera molto bene”.

I dissidenti, però, pretendono risposte e hanno chiamato in causa l’addetto stampa del gruppo pentastellato all’Ars Marco Benanti “che avrebbe mandato e pubblicato tale comunicato anonimo senza rivelare la fonte che lo ha scritto”. Eppure, è abbastanza evidente chi ha intimato loro di non ‘spacciarsi’ per un doppione: il M5S come soggetto politico, naturalmente. Per questo, il giornalista verificherà con i suoi legali gli estremi di una denuncia. 

Gemelli diversi in salsa Cinque stelle augustana. Un diritto o un abuso? Insomma, non si capisce più nulla. Confusione che naturalmente influenza i cittadini che vorrebbero partecipare attivamente alla politica. Un faccia a faccia che non è più confronto. Ma campagna elettorale.

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