Bagheria, revocato l’obbligo di firma per il sindaco Cinque

Lo ha deciso il GIP di Termine Imerese. Il PM aveva detto no alla richiesta dei legali di Patrizio Cinque che è indagato per falso ideologico, violazione del segreto d’ufficio e abuso d’ufficio

cinque

BAGHERIA (PALERMO) – Revocata la misura d’obbligo di firma imposta al sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque. Lo ha deciso il GIP di Termini Imerese, accogliendo la richiesta avanzata dai legali del primo cittadino durante l’interrogatorio di garanzia del loro assistito che è indagato per falso ideologico, violazione del segreto d’ufficio e abuso d’ufficio. 

La Procura di Termini Imerese aveva dato parere negativo alla richiesta di revoca della misura cautelare imposta al sindaco che si era autosospeso dal M5s. Sotto inchiesta sono finite altre 22 persone, tra cui il vicesindaco, dipendenti e funzionari comunali, imprenditori e un vigile urbano.

Cinque è indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Termini Imerese guidata da Ambrogio Cartosio sulla gestione del servizio dei rifiuti. L’indagine si incrocia con quella sull’abusivismo edilizio nel Comune, già in passato al centro di aspre polemiche che avevano visto coinvolto lo stesso primo cittadino. Al sindaco, i PM contestano, tra l’altro, di avere fatto pressioni sull’ex commissario della Città metropolitana, Manlio Munafò, anche lui indagato, perché il palazzetto sportivo di Bagheria fosse affidato in partnership al Comune e all’associazione Nuova Aquila Palermo.

Durante l’interrogatorio, durato circa due ore, Cinque ha risposto a tutte le domande del GIP Michele Guarnotta, respingendo tutte le accuse.

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