Ballottaggi, sei sindaci per sette città. Trapani sceglie il commissario

I risultati del secondo turno delle Comunali: niente quorum nell’unico capoluogo, M5S battuto a Scordia

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Sette città al voto ma soltanto sei sindaci eletti. E’ la sintesi dei ballottaggi celebrati ieri in Sicilia, in contemporanea con un centinaio di città italiane. Un voto complessivamente favorevole al centrodestra, quello del secondo turno, se considerato a livello nazionale. Nell’isola la situazione è puntiforme, e l’esito non sembra designare un vincitore unico. Abbondano liste e candidati civici, piuttosto, e si segnalano alcuni casi politicamente clamorosi. Come quello di Trapani, dove si realizza la facile profezia della vigilia sul quorum.

TRAPANI COMMISSARIATA – Con solo il 26,7% dei cittadini alle urne il candidato del centrosinistra Pietro Savona non diventa primo cittadino e la città si avvia al commissariamento. Una vicenda nata male e finita peggio, quella del capoluogo, con il candidato Mimmo Fazio arrestato alla vigilia del voto per l’affaire traghetti. E nonostante tutto in campo per il primo turno (che avrebbe vinto), per poi lasciarsi escludere volontariamente dal secondo.

Obbiettivo della manovra proprio il commissariamento del Comune, ponendo la legge precise condizioni per i ballottaggi con un solo candidato in campo. Condizioni quasi impossibili, numeri alla mano: per validare l’elezione di Savona sarebbe servito almeno il 50% di affluenza. L’annullamento delle elezioni dovrebbe consentire a Fazio di riprovare l’elezione nel 2018, quando l’ex sindaco spera di avere le mani libere da problemi giudiziari. Una strategia contro cui Savona si era battuto fino in fondo, senza però centrare il risultato.

“A perdere è la città, perché col commissario non ci sarà molto da sorridere – ha commentato a caldo il candidato sindaco – Tante persone hanno remato contro il ballottaggio, come Beppe Grillo e il senatore Antonio D’Alì che hanno assunto la stessa posizione”. Ma l’ingegnere ne avrebbe anche per la classe dirigente del PD, “colpevole” di non aver fatto abbastanza per sponsorizzare il suo candidato. Nelle prossime ore la nomina del Commissario che dovrà gestire la città da qui alle nuove elezioni previste l’anno prossimo.

M5S ESCLUSO – Ad essere politicamente rilevante anche il caso di Scordia, dove la candidata del Movimento Cinque Stelle Maria Contarino si arrende con il 46,3% al candidato civico Francesco Barchitta, che conquista il 53,7%. Si trattava dell’unico ballottaggio disputato in Sicilia dal M5S, sul quale erano alte le speranze del Movimento accreditato come possibile vincitore delle Regionali di novembre. Le suggestioni politiche e la presenza in città di alcuni “big” – tra cui il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – non servono però a spostare l’asticella del voto dalla parte dei pentastellati, per i quali la tornata amministrativa non è stata felice nemmeno a livello nazionale.

Per quanto riguarda gli altri Comuni, a Termini Imerese (PA) il candidato di centrodestra Francesco Giunta batte con il 50,6% l’ex assessore Vincenzo Fasone, al 49,4%. Il neo-sindaco riesce a prevalere di misura nonostante il sospetto di incandidabilità sollevato dal M5S locale. A  Sciacca (AG) la candidata di centrosinistra Francesca Valenti si impone con il 54% sull’ex presidente del Consiglio comunale Calogero Bono, di centrodestra, fermo al 46%. A Niscemi (CL) l’ex consigliere comunale Massimiliano Conti vince nettamente con il 58,6%, negando il bis all’uscente Francesco La Rosa, al 41,4%. Entrambi i candidati rappresentavano coalizioni civiche. 

A Palagonia (CT) il candidato di centrosinistra Salvatore Astuti guadagna con il 56% la fascia tricolore, superando il sindaco uscente della stessa area, Salvatore Valerio Marletta, fermo al 44%. A Floridia (SR) il candidato di centrodestra Giovanni Limoli si impone con il 59% sull’avversario di centrosinistra Orazio Scalorino, al 41%. Ridotta l’affluenza complessiva, con solo il 42% degli aventi diritto recatisi alle urne.

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