Banca Base, perquisizioni e avvisi di garanzia

L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania, è svolta dal Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza

Concorso in ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Sarebbe questa l’accusa a carico di cinque dirigenti della Banca di Sviluppo Economico spa, nota come Banca Base, l’istituto di credito catanese da mesi nella bufera. L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania, è svolta dal Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

A dare la notizia è LiveSiciliaCatania, secondo cui ad aver ricevuto l’avviso di garanzia sarebbero Pietro Bottino – Presidente della Banca – Isidoro Cutuli, Florence Lhay e Salvatore Sebastiano Gibiino. Gli inquirenti avrebbero inoltre svolto perquisizioni presso gli uffici della Banca e degli azionisti. A sparire dal Confidi Cofisan, di cui è presidente lo stesso Bottino, imprenditore del settore farmaceutico.

L’indagine prende le mosse dall’ispezione disposta nei mesi scorsi da Banca d’Italia per vagliare le condizioni dell’istituto catanese. Gli ispettori di Palazzo Koch erano arrivati a Catania nel novembre del 2017 e avevano proseguito gli accertamenti fino al febbraio 2018. Emettendo un verdetto impietoso sulle condizioni della Banca di Sviluppo Economico, la cui gestione sarebbe stata gravata da “numerose irregolarità”. Situazione che aveva portato Bankitalia a chiedere alla Regione Siciliana di sciogliere gli organi amministrativi mettendo la società in amministrazione straordinaria.

A reggere i destini dell’Ente erano così arrivati il commissario Antonio Blandini e tre componenti del comitato di sorveglianza, Andrea Dara, Roberto Loria e Francesco Borza. Nel frattempo però le indagini della Magistratura sullo stato dei conti sono andate avanti. Oggi la notizia degli avvisi di garanzia che confermano lo stato della Banca. Nuova tegola per gli oltre seicento azionisti e per i duemila correntisti, che nei mesi scorsi avevano dovuto fare i conti con le criticità dell’Istituto.

Banca Base, nata nel 2009 da una cordata di imprenditori catanesi, aveva ricevuto da Banca d’Italia anche l’autorizzazione ad aprire sportelli nell’isola. Presto le sorti dell’istituto hanno preso un’altra piega, tra indagini fiscali e giudiziarie, giungendo al commissariamento e al congelamento dei conti dei correntisti.

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