Basta con i “siciliani dell’anno”

Siamo stanchi dei “siciliani dell’anno”.

Siamo stanchi cioè dei siciliani famosi in continente per la loro simpatia isolana, che gira vota e furria ammicca al binomio coppola&lupara.

Siamo stanchi della mafia dell’antimafia, delle bandiere ideologiche sventolate dagli incravattati del sistema. O dai molti geniali attori che realizzano pellicole volutamente strappalacrime pensando più al botteghino che al tema dei loro film.

Siamo stanchi degli scrittori da decine di migliaia di copie che vivono la Sicilia soltanto nelle ambientazioni dei loro romanzi. Preferendo la Capitale per poi comparire nelle tv nazionali.

Siamo stanchi dei giornalisti siculi che la Sicilia non la vivono più e la ripudiano come madre patria. Ma che poi cavalcano l’onda degli eventi per scriverne. Possibilmente male.

La Sicilia è una terra che – si sa – va dipinta come terra di degrado, malaffare e connivenza. Perché è questa la pittura che piace alla gente, diventata ormai topos artistico.

Più difficile è provare a cambiare le cose che non vanno, a lottare nella quotidianità contro un sistema che non funziona. Riconoscere che le eccellenze ci sono e che, in fondo, non sono mosche bianche come ci vogliono far credere.

Quello che Tribù vuole raccontare è la quotidianità, l’umanità, l’impegno. Una Sicilia che vive problemi, ma che li affronta. Senza piangersi addosso. Senza farsi irretire dal “Ca tanto in Sicilia semu…”.

Abbiamo individuato otto storie, che sono solo degli esempi. Nessuno di questi è migliore dell’altro. Storie diverse, persone diverse. Ognuna a suo modo significativa e importante. Sono questi i siciliani dell’anno secondo Tribù. Storie di impegno civico, di straordinaria ordinarietà, di lotta silente non contro qualcosa, ma per qualcuno.

Chi lavora in questo modo ottiene dei risultati, ma non balza agli onori delle cronache. Tant’è che molti dei volti che vedete in pagina li incontrerete forse per la prima volta. Il nostro intento non è quello di scatenare per loro clamore mediatico, ma di indicarli ad esempio.

Il siciliano dell’anno per Tribù è ogni uomo di buona volontà che con determinazione ed impegno ha deciso di partire da una rivoluzione interiore, sotterranea.

Un consuntivo di questo 2016 che volge dal termine, ma soprattutto il proposito che nell’anno nuovo ognuno si impegni in questa rivoluzione personale.

Tribù si impegnerà a raccontarla.

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