Battiati, anziana interdetta al voto: falsificata un’altra firma

Sarebbero ben due le firme falsificate nella vicenda dell’anziana interdetta fatta votare nel seggio speciale della casa di cura “Maria Regina”

SANT’AGATA LI BATTIATI (CATANIA) – Sarebbero ben due le firme falsificate nella vicenda dell’anziana interdetta fatta votare nel seggio speciale della casa di cura “Maria Regina” a Battiati, nel catanese. A svelarlo, in un servizio andato in onda questa sera, è ancora Stefania Petyx di Striscia la Notizia.

Era stata l’inviata del tg satirico a raccogliere la prima denuncia di Enzo, figlio della donna interdetta, che si era recato all’Ufficio elettorale di Battiati per avere la conferma del fatto che la donna avesse votato malgrado l’interdizione. Il video, finito in rete, era diventato in breve tempo virale. L’uomo aveva denunciato anche a chi sarebbe andato il voto della mamma: all’onorevole Luca Sammartino, candidato del PD eletto con una valanga di preferenze alle Regionali del 5 novembre. Il quale era stato ospite della struttura durante la campagna elettorale, come dichiarato dallo stesso proprietario, Angelo Borzì. 

Ma torniamo al video. Su richiesta del figlio, il personale dell’Ufficio aveva mostrato la richiesta di voto firmata proprio dalla donna. Peccato che, come dichiarato dall’uomo – e come accertato anche dalla Digos, che indaga sulla vicenda per conto della Procura di Catania – la donna sia non soltanto interdetta, ma anche fisicamente inabile a firmare.

L’autografo della signora presente nel documento consegnato all’Ufficio elettorale, pertanto, sarebbe da considerarsi falso. Ma come mostrato dalla trasmissione di Canale Cinque c’è di più. Per votare presso il seggio speciale della struttura, la donna avrebbe avuto bisogno non soltanto della richiesta di voto ma anche della tessera elettorale. Che secondo il signor Alfio l’anziana madre non possiede. L’uomo si è così recato presso l’Ufficio elettorale di Gravina, Comune di residenza della donna. Qui la sorpresa. Secondo il personale, la tessera sarebbe stata ritirata da un signore della casa di riposo con una delega. Che i figli non hanno mai firmato.  

Anche questa firma, come quella mostrata nel video girato presso l’Ufficio di Battiati, non può essere stata messa dalla donna, incapace di muovere gli arti e il busto senza provare dolore. Le falsificazioni, dunque, sarebbero ben due. Toccherà alla Procura etnea, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di falso e corruzione elettorale, fare luce su una vicenda che non smette di presentare aspetti inquietanti.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *