Sulla Cultura Musumeci la pensa al contrario di Sgarbi

Nel 2016 l’allora membro dell’opposizione si scagliava contro il Governo Crocetta per lo spostamento dell’Annunciata di Antonello da Messina. Opera inamovibile proprio come la Dea di Morgantina

Beni Culturali

PALERMO – “Una scelta priva di senso e rischiosissima per il nostro patrimonio artistico”. A stroncare la proposta dell’Assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi, che nelle scorse ore aveva ipotizzato lo spostamento delle Dea di Morgantina dalla città di Aidone a Palermo e a Roma, lamentando lo scarso pubblico che la scultura ellenica riscuote nel comune ennese, non è un esponente del Movimento Cinque Stelle o un contestatore del critico d’arte più famoso d’Italia. Anzi. La dichiarazione appartiene al Presidente della Regione Nello Musumeci. E risale ad appena due anni fa, quando Musumeci era ancora lontano da Palazzo d’Orléans e dal nominare Sgarbi alla Cultura.

Era il 31 marzo 2016 quando l’allora membro dell’opposizione all’ARS si scagliava contro l’autorizzazione da parte del Governo Crocetta dello spostamento dell’Annunciata di Palermo di Antonello da Messina, nell’ambito della mostra “Mater” che avrebbe condotto il quadro a Torino, Roma e Milano. Anziché avviare il sistema dei Parchi archeologici – tuonava l’onorevole Musumeci – previsto dalla legge Granata e sperimentato con successo ad Agrigento e dei Musei dotati di autonomia gestionale e finanziaria, il Governo regionale ‘apre’ nuovamente e incredibilmente ai prestiti delle nostre principali opere d’arte e dei nostri più importanti reperti. È una scelta che giudichiamo priva di senso e rischiosissima per il nostro patrimonio artistico”.

“A Crocetta e al suo assessore al ramo Vermiglio bisogna sottolineare il senso e l’importanza della custodia, della tutela e sopratutto della valorizzazione del patrimonio culturale. La Sicilia è già nota ovunque per le sue opere d’arte e per la sua stratificazione storica eccezionale, certificata da ben dieci riconoscimenti Unesco. Il turismo culturale e la nostra immagine non si valorizzano facendo viaggiare quadri e reperti, sottoponendoli peraltro a rischi enormi per cifre irrisorie. Il turismo nell’Isola si stimola garantendo l’apertura regolare e prolungata di tutti i Musei e i Parchi e la valorizzazione con eventi e Mostre da organizzare in Sicilia, utilizzando la straordinaria materia prima di cui già disponiamo”.

“Ci opporremo con tutte le nostre energie a questo ennesimo sfregio al Patrimonio – prometteva l’onorevole Musumeci – chiamando a raccolta il mondo cultuale siciliano”. Parole nette, che a distanza di due anni calzano a pennello anche per la proposta dell’Assessore Sgarbi di spostare la Dea di Morgantina dal Museo di Aidone. L’Annunciata di Antonello, infatti, è inserita tra le 23 opere “inamovibili” previste dal Decreto assessoriale 1771 del 27 giugno 2013. Lo stesso elenco che comprende la Venere di Morgantina e il Satiro Danzante, per cui la legge vieta “l’uscita, anche se temporanea” in quanto opere “costituenti testimonianza essenziale delle antiche civiltà e rossa essenziale delle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale in Sicilia”.

Due anni dopo è proprio l’Assessore nominato da Musumeci a chiedere una deroga dell’inamovibilità della Dea. Una scelta di politica culturale legittima, il cui principale oppositore rischia di essere però lo stesso Presidente della Regione. Che a questo punto, per avvallare l’idea di Sgarbi, dovrebbe smentire se stesso in riferimento al caso del tutto simile del 2016. Poco male. Già nelle scorse settimane era stato mostrato come in campagna elettorale, ospite di una trasmissione televisiva, il candidato Musumeci avesse definito Sgrabi “inadatto a fare l’Assessore”. Per poi tornare sui suoi passo dopo che quest’ultimo aveva rinunciato a candidarsi confluendo nel centrodestra guidato proprio da Musumeci.

“E’ la politica, bellezza”, si dirà. Certo. Ma alle volte un po’ di coerenza non guasterebbe. Frattanto oggi l’Assessore alla Cultura ha comunicato il proprio interesse a correre per la presidenza della Regione Lombardia. “Le sollecitazioni che mi giungono in queste ore dalla base del movimento Rinascimento e dagli alleati politici – ha scritto Sgarbi in una nota- m’impongono di valutare questa prospettiva. La Lombardia è oggi la regione simbolo di una Italia che produce e crea ricchezza: qui è già in atto un modello di “Rinascimento”, anche se per le arti e la cultura c’è ancora molto da fare. E’ una proposta, quindi, alla quale guardo con particolare interesse”. Dopo aver annunciato di voler correre per le Politiche e di essere pronto a lasciare la Sicilia per l’incarico di Ministro – con il placet di Musumeci – il critico d’arte ha aggiunto una nuova poltrona alla lista dei desideri. Auguri.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *