Da Bersani a Cuffaro, chi chiede la scarcerazione di Dell’Utri

A due giorni dalla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma non si placa il dibattito sulla necessità di un trattamento umano per i detenuti anziani e malati

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ROMA – A due giorni dalla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che giovedì ha respinto la richesta di sospensione della pena per motivi di salute per l’ex senatore Marcello Dell’Utri – 76 anni, in carcere per concorso in associazione mafiosa – non si placa il dibattito sulla possibilità di scarcerazione per i detenuti anziani e malati. Ad intervenire sulla vicenda, nelle ultime ore, sono stati diversi esponenti del mondo culturale e politico, di diverso orientamento.

Come Pier Luigi Bersani, esponente di Liberi e Uguali, la nuova formazione di sinistra guidata da Pietro Grasso, che parlando a Sky Tg24 si è detto favorevole allo spostamento del malato dal carcere: “Che si tratti di Dell’Utri o di Pinco Pallino – ha detto l’ex segretario PD – se uno è veramente nelle condizioni che vengono descritte non si può tenerlo in carcere. Esiste un concetto che si chiama umanità e che ci tiene insieme tutti”.

A chiedere la scarcerazione di Dell’Utri anche l’ex Presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro: “Lo Stato e, in questo caso, la magistratura di sorveglianza, credo debbano restituire il cittadino Marcello Dell’Utri alla sua casa perché possa curarsi e continuare, accompagnato dall’amore della sua famiglia, il suo processo di rieducazione e risocializzazione. Solo in questo modo la giustizia darà valore al significato che la nostra Costituzione assegna alla pena”. 

“Lo Stato per i suoi figli, tutti, è padre e come tale deve comportarsi – continua l’ex governatore, che ha scontato una condanna per favoreggiamento personale a persone appartenenti a Cosa nostra dal 2011 al 2015 – Non come un patrigno, privo di umanità e sensibilità. Le istituzioni che lo rappresentano devono saper cogliere questo nobile significato. So cos’è la sofferenza del carcere e per questo prego perché la nostra giustizia, nella quale continuo a credere ed a affidarmi, possa rivedere la sua decisione e consentire a Dell’Utri di scontare la sua pena in detenzione a casa”.

Nelle scorse ore anche il Vescovo di Mazzata del Vallo Domenico Mogavero aveva chiesto la scarcerazione dell’ex senatore. “Avrei voluto che anche Totò Riina potesse morire tra i suoi cari in casa – ha detto il presule parlando della vicenda Dell’Utri – perché nessuno ci ha guadagnato nulla a farlo morire detenuto. Secondo me ci abbiamo perso in umanità. Perché la clemenza è sempre un atto di umanità e l’umanità è sempre superiore a qualsiasi ricerca di vendetta, comunque la si rivesta: di legalità o intransigenza. La grazia per Marcello Dell’Utri la si può certamente chiedere per le sue condizioni di salute, poi tocca però al Presidente della Repubblica concederla o meno”.

A proposito di grazia, era stato lo stesso Dell’Utri in una lettera al quotidiano Il Tempo – che porta avanti una campagna stampa a suo sostegno – a spiegare di non essere interessato all’intercessione del Capo dello Stato ma di chiedere soltanto la possibilità di curare adeguatamente le proprie patologie. Il co-fondatore di Forza Italia nelle scorse ore ha annunciato di sospendere le cure per protesta verso al decisione dei giudici. 

Sulla decisione dei giudici di sorveglianza, oggi, è tornato il ministro della Giustizia Andrea Orlando“Secondo il Tribunale sono sufficienti le cure somministrate in carcere – ha detto il Guardasigilli rispondendo alle domande di Giovanni Minoli su La7 – La valutazione del Tribunale di sorveglianza è sull’adeguatezza della cura, non sulla pericolosità del soggetto. Quello che posso dire è che faremo tutto il possibile per migliorare il tipo di cure che vengono somministrate a tutti i detenuti, non solo a Dell’Utri”.

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