Il dubbio amletico di Bianco: grande escluso o asso nella manica?

Il sindaco di Catania è assente dalle liste della mozione Renzi per l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Esclusione o scelta ponderata?

BIANCO

CATANIA – Eppure Matteo Renzi lo aveva detto chiaro: “Abbiamo perso al Sud non per disinteresse, ma perché abbiamo avuto un approccio troppo centrato sul notabilato, anche all’interno del partito“. Così aveva commentato l’allora premier e segretario PD all’indomani della sconfitta referendaria del 4 dicembre. Parole che erano pesate come macigni sulle schiene di tanti, e in particolare su quelle del sindaco del capoluogo con la più alta percentuale di No a livello nazionale.

Quell’Enzo Bianco che aveva ospitato Renzi a Catania in molteplici occasioni, istituzionali e di partito, senza portare sufficienti voti alla battaglia del premier e sospettato anzi di averli fatti perdere.

Cinque mesi dopo Matteo lancia la sfida per la riconquista della segreteria ed Enzo non è nella lista della mozione che lo sostiene. Un fatto che si presta a molte interpretazioni – esclusione, calcolo, opportunità politica – ma che rimane un fatto. Il sindaco di Catania in Assemblea Nazionale non ci andrà. Curioso, per un big che oltre ad avere un nome e una storia personali è anche capo di una corrente interna ai democratici.

Quei Liberal PD che appena un mese fa avevano tenuto a ribadire la fede renziana: “Sosteniamo con forza la candidatura di Matteo Renzi. Affermeremo con forza il nostro sostegno alla sua candidatura”, aveva scritto su Facebook il primo cittadino catanese. Un sostegno certamente gradito, e tuttavia non premiato con un posto in assemblea per il leader della corrente.

Sempre che di esclusione si tratti, e non di scelta consapevole o di disimpegno preventivo in vista di altri traguardi. 

“DECISIONI IMPORTANTI” Non che a Enzo Bianco manchi il da fare. Quando lo chiamiamo è impegnato con un’altra Assemblea, quella dell’Anci, e ci avverte con un messaggino di non poter rispondere alle nostre domande sull’assenza del suo nome dalle liste. Salvo ripensarci poco dopo: “Io devo prendere decisioni importanti. Te ne vorrei parlare prima!!!”.

Ma è un falso allarme: il messaggio era per il Presidente dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari. Solo per errore è stato inviato a noi, spiega Bianco. Nessun indizio, al momento, sulla natura delle “importanti decisioni”: ma il pensiero che corre subito alle Regionali del prossimo autunno e al nodo della successione a Rosario Crocetta. Già da qualche mese il nome di Bianco era dato tra i papabili alla corsa. Ma era stato lui stesso a smentire le indiscrezioni, annunciando di volersi ricandidare a Catania.

Eppure nelle menti di tanti – ed anche nella sua, si sussurra – il pensiero c’è. Tra giochi di potere ed equilibrismi vari, anche in seno al PD, l’opzione Bianco a Palazzo d’Orleans non sarebbe ancora definitivamente tramontata. Persino sulla tempistica delle dimissioni dall’incarico in vista della candidatura – il termine sarebbe scaduto due giorni fa – esistono interpretazioni diverse e sarebbe ancora possibile per l’ex ministro dell’Interno assumere l’impegno. Ad una campagna elettorale ben fatta, affidata ad un politico di calibro e sostenuta da tutti coloro che dentro e fuori il Partito Democratico volessero evitare la vittoria del Movimento Cinque Stelle.

E che sia possibile lo direbbero persino i numeri dell’ultimo sondaggio: i pentastellati veleggiano al 37%, è vero, ma sommando Partito Democratico, Alternativa Popolare e un ipotetico “soccorso azzurro” da parte di ambienti forzisti la partita sarebbe ancora aperta. Sarebbe, se la “decisione importante” da prendere fosse questa.

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