Bianco ufficializza la ricandidatura. E molla Renzi

Il primo cittadino conferma di voler correre alle Amministrative del prossimo giugno. E non risparmia critiche all’area renziana del Pd ai piedi dell’Etna

BIANCO

CATANIA – Arriva l’annuncio ufficiale sulla ricandidatura del sindaco Enzo Bianco. Il primo cittadino di Catania correrà per un quinto mandato alle Amministrative del prossimo giugno, a trent’anni di distanza dalla prima esperienza a Palazzo degli Elefanti nel 1988. “Mi sono imposto una pausa di riflessione in questi giorni di feste – ha detto Bianco in una lunga intervista pubblicata sulle pagine catanesi del quotidiano La Sicilia ma l’ orientamento naturale è quello che mi ero dato cinque anni fa: e cioè completare questo progetto. Voglio passeggiare sulla promenade di Corso Martiri e voglio passeggiarci da sindaco”.

Il riferimento è al cantiere inaugurato alcune settimane fanon senza polemiche – per la rigenerazione di San Berillo vecchio, storica ferita nel cuore di Catania. Ma il sindaco rivendica altri progetti da portare a termine, dalla metropolitana all’aeroporto al rilancio culturale e turistico della città. Per fare tutto questo, spiega Bianco, è necessario un altro mandato. Un proposito chiaro da tempo, quello della ricandidatura, da quando il sindaco aveva rifiutato l’offerta di parte dei dem per le Regionali dello scorso novembre. Dopo un lungo pressing aveva comunicato di voler rimanere a Catania, aprendo di fatto la strada alla candidatura del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari.

E il capitolo bilancio? “Ho praticato la scelta del risanamento, duro, doloroso – afferma Bianco – ma oggi siamo in condizione, grazie ad alcuni fattori e soprattutto alla credibilità, di presentare ai cittadini un parco progetti interamente finanziato che si chiama ‘Cantiere Catania’, che dà conto dei futuri investimenti per la città, per un ammontare, tra pubblici e privati, di quasi due miliardi e mezzo di euro”. La tempesta finanziaria sarebbe insomma alle spalle: “Oggi abbiamo pagato tutto quello che dovevamo pagare – ribadisce il sindaco – Per carità, ci sono ancora problemi, difficoltà… Ma la strada è tracciata, nel senso che il percorso va verso una condizione migliorativa. Il momento peggiore è stato superato”.

A proposito delle voci che vorrebbero parte dei dem etnei indirizzati verso una candidatura alternativa – si fa il nome dell’ex deputato Ars Valeria Sudano, che potrebbe contare sulla valanga di preferenze raccolta alle Regionali da Luca Sammartino – Bianco si dice fiducioso nella convergenza di tutto il PD. Ma punta ad un elettorato trasversale: “Non sono mai stato considerato dai catanesi un uomo di partito – dice il primo cittadino – Io raccolgo consensi indifferentemente nell’elettorato di centrosinistra, di centrodestra e dei cinquestelle. Dunque la mia sensazione è che c’è in me una capacità di dialogo che prescinde dalla mia connotazione politica, come amministratore fuori dal confine politico”.

E a proposito di politica, Bianco non risparmia alcune considerazioni sulla linea nazionale del partito. “Penso che in politica l’elemento esclusivamente di tipo personalistico sia un fattore critico – spiega – Matteo Renzi ha dimostrato di avere molto coraggio nel fare alcune operazioni di cambiamento, però devo dire che nello stesso tempo ha fatto molti errori”. Una critica inedita al segretario dem, di cui Bianco era stato un acceso sostenitore negli anni di governo e nella campagna per il referendum costituzionale del 2016. Oggi le cose sembrano diverse, con un ritorno del sindaco all’identità della Margherita: “Sono convinto che se il PD vuole giocare sino in fondo le sue carte a livello nazionale dovrebbe candidare alla Presidenza del Consiglio Paolo Gentiloni” di cui Bianco ricorda “di essere uno dei suoi più cari amici e di avere un rapporto molto stretto”. 

Un messaggio chiaro all’ex premier e alla parte renziana del partito. Che ai piedi dell’Etna ha dimostrato di riscuotere consensi non irrilevanti. Ma a quale prezzo? “Avremmo bisogno di avere un Pd più forte nella realtà siciliano e in quella catanese”, dice il sindaco. Come a dire che decine di migliaia di preferenze non valgono l’identità storica e culturale del centrosinistra. Chi ha orecchie per intendere intenda. 

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  • Nunzio Distefano – Coordinatore Politico Circolo PD “Avv. D. Martinez” di Belpasso

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    …peccato che di tutto ciò il prof. Bianco non abbia tenuto conto quando se ne andava in giro per i Comuni etnei ad elargire patenti di “ottimo amministratore” per arruolare gente alla sua corrente Liberal Pd, forse nella speranza che un domani costoro potessero tornargli utile in termini di supporto elettorale, visto che i trascorsi politici dei medesimi non facevano presagire nulla di buono su tale versante.

    Emblematica a tal proposito la vicenda legata al sindaco di Belpasso, che dopo aver fatto credere ai gonzi di essere pronto a passare armi, truppe, voti e bagagli nelle fila del centro sinistra, entrando proprio dalla porta della corrente Liberal Pd (eravamo nell’epoca del 41%), oggi si è riaccasato nel suo alveo politico naturale di centro destra, facendo marameo a chi gli aveva incautamente dato credito .

    Nel suo piccolo all’epoca fece scalpore l’uscita di Bianco a favore del Sindaco di Belpasso, assunta all’insaputa e contro il locale circolo del Pd, collocato all’opposizione sul piano politico ed amministrativo.

    Sono ancora presenti sul web i comunicati stampa trionfali, le foto sorridenti, le strette di mano calorose e le affermazioni di “sintonia politica e personale”, miseramente fallite nel tempo e smentite dai fatti, così come ampiamente prevedibile e da alcuni previsto.

    Ovviamente, allora, il prof. Bianco non si curò minimamente dei contraccolpi politici e del danno d’immagine arrecato al partito belpassese e ai suoi militanti, esposti al dileggio dei suoi occasionali pseudo alleati.

    Se adesso ha cambiato idea, ben venga e ce ne rallegriamo, sperando in una sincera conversione, magari dettata (perché no?) proprio dalle esperienze fatte e non dalla contingenza del momento, come sembra sia accaduto qualche anno addietro in senso inverso.

    Sulla inutilità e pericolosità degli “eserciti mercenari”, ebbe a dire tutto Machiavelli già quasi cinquecento anni fa, ma evidentemente ogni tanto c’è bisogno di qualcosa o qualcuno ce lo rammenti.

    Nunzio Distefano
    Coordinatore politico Pd – Circolo di Belpasso

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