Bosco, corso Martiri e l’ammissione di incompatibilità

“Quand’ero a Catania ho chiesto al Sindaco di tenermi fuori perché ero stato coinvolto professionalmente.” Ed ora?

Bosco

CATANIA – “Eppur si muove”. Commenta così il neo Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Luigi Bosco in merito alla pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, del bando di gara per la realizzazione delle aree a verde di Corso dei Martiri. Un progetto atteso da anni, che dovrebbe sanare la “ferita” aperta nel cuore della città sin dagli anni Cinquanta, quando il quartiere San Berillo fu sventrato per fare posto alla strada che avrebbe collegato il centro cittadino alla Stazione Ferroviaria. Il Corso Martiri, appunto, che attraverso infinite burocrazie e rimandi è rimasto uguale a se stesso dal 1954 ad oggi.

Con la pubblicazione del bando le cose potrebbero finalmente cambiare. La gara – riporta puntualmente il portale Mobilità.org – “consisterà nelle opere di primaria urbanizzazione, nello specifico, la sistemazione a verde intorno alla Chiesa del Santissimo Crocifisso della buona morte di Piazza Giovanni Falcone e intorno alla Scuola Media Statale Giovanni Pascoli, per un impegno di spesa complessivo di € 2.380.000,00, di cui € 1.919.800,35 per lavori ed € 460.199,65 per somme a disposizione”. Successivamente si procederà alle altre realizzazioni, tra cui un parcheggio sotterraneo a tre piani di Piazza della Repubblica e il parco urbano di superficie. Opere il cui budget si aggira intorno ai 14 milioni di euro.

“Eppur si muove”, dunque, commenta ai nostri microfoni l’Assessore Bosco. Che dal nuovo incarico regionale – pochi giorni fa la nomina del presidente Crocetta – assiste finalmente alla partenza di un progetto concepito durante il suo mandato di assessore comunale a Catania. Con una particolarità: “Pur essendo stato fatto dall’Assessorato ai Lavori Pubblici questa parte delle opere di urbanizzazione, io ho chiesto al Sindaco di tenermi completamente fuori da questa vicenda, perché prima di diventare Assessore ero stato coinvolto professionalmente. Pur avendo rinunciato agli incarichi precedenti mi sono tenuto del tutto fuori”. Un comportamento doveroso, quello dell’Assessore Bosco, volto a prevenire quello che si sarebbe altrimenti configurato come un potenziale conflitto d’interessi.

Ma la precisazione dell’Assessore innesca alcune considerazioni ulteriori. La normativa ANAC prevede che il pubblico amministratore che abbia un conflitto di interesse sia tenuto a dichiararlo per iscritto, e che il Capo dell’Amministrazione debba poi delegare con un atto amministrativo preciso un sostituto, che dovrà seguire la materia ovvero il caso per cui è stata dichiarato il conflitto di interessi.

Relativamente al Corso Martiri della Libertà l’Assessore Bosco ha rispettato le prescrizioni dell’Anticorruzione presentando una formale dichiarazione al Sindaco Enzo Bianco? E chi sarebbe il funzionario ovvero il membro della Giunta nominato dal primo cittadino per sostituire l’Assessore incompatibile al progetto di Corso Martiri?

La legge non prevede che la rinuncia sia comunicata oralmente, e la volontà di Bosco di tenersi “completamente fuori” dalla vicenda avrebbe avuto comunque bisogno del conforto di un atto amministrativo.

Di più. Con l’assunzione del ruolo alla Regione, per uno dei casi che il destino riesce talvolta ad apparecchiare, Bosco si trova alle prese proprio con il bando relativo all’urbanizzazione di San Berillo. Lavori privati, ricorda lo stesso Assessore, che superando una certa cifra devono essere assegnati con procedura pubblica. Su cui dovranno vigilare gli Enti preposti, ovvero il Comune di Catania e la Regione Siciliana.

Dunque anche da Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Bosco si troverà a doversi occupare di una vicenda dalla quale, per sua stessa ammissione, aveva ritenuto di doversi chiamare fuori. Anche in questo caso si pone l’incompatibilità prevista dalla normativa ANAC? In tal caso Bosco dovrebbe formalizzare la propria impossibilità ad occuparsi della vicenda, come avrebbe dovuto fare durante il mandato a Catania.

Questi i rilievi che, come abbiamo visto, riguardano un bando da decine di milioni di euro, su cui sarà più che opportuno tenere gli occhi puntati. “Eppur si muove”, sì: con il controllo di chi, resta da capire.

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