Bagheria, boss demolisce casotto abusivo per non darlo al Comune

Secondo quanto riscontrato dall’Amministrazione, il proprietario dell’immobile sarebbe il capo-mandamento della cittadina

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BAGHERIA (PALERMO) – Un casotto abusivo di circa 100 mq aderente ad un capannone di 700, usato probabilmente come deposito attrezzi. Era questa la costruzione su cui i tecnici del Comune di Bagheria avevano avanzato tempo addietro dei rilievi, presentando un regolare verbale di contestazione alla moglie del proprietario. Il quale, piuttosto che lasciare il bene nelle mani del Comune, aveva preferito provvedere personalmente alla demolizione. Dettaglio non secondario: secondo quanto riscontrato dall’Amministrazione Comunale, proprietario dell’immobile sarebbe Nicola Testa, capo-mandamento di Bagheria.

A comunicarlo è il primo cittadino di Bagheria Patrizio Cinque, protagonista nei giorni scorsi di un aspro scontro a distanza con il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Sul tavolo il regolamento anti-abusivismo della cittadina palermitana, citato ad esempio dal leader del Movimento Cinque Stelle siciliano Giancarlo Cancelleri, che aveva parlato di “abusivismo di necessità” e della volontà di non demolire “le case della povera gente”. Parole lette da più parti come un'”apertura” tattica del Movimento siciliano alla possibilità di una sanatoria in occasione delle Regionali.

Accuse prontamente smentite da Cancelleri e dallo stesso sindaco di Bagheria, che nelle scorse ore è tornato sul regolamento anti-abusivismo varato dalla sua Amministrazione e sulle contestazioni elevate nei confronti di Nicola Testa. Identificato come il capo-mandamento di Bagheria dall’operazione “Panta Rei”, che nel 2015 aveva svelato la riorganizzazione della famiglia di Porta Nuova a Palermo e i suoi rapporti con i territori vicini. A capo del bagherese ci sarebbe proprio l’uomo a cui i tecnici avevano contestato la costruzione del casotto abusivo.

“Ho chiesto di accelerarne l’iter per la demolizione per dare un segnale forte alla comunità – spiega a proposito il sindaco Patrizio Cinque – tra gli immobili abusivi oggetto di demolizione, quelli in possesso dei mafiosi devono essere demoliti per primi, per questo ho dato priorità alla risoluzione di tale pratica che ha assunto priorità rispetto alle altre demolizione di immobili abusivi. La famiglia ha deciso dunque di auto-demolire i manufatti che quindi non sono stati acquisiti al patrimonio comunale”.

“Allo stesso modo ho fatto per altri casi simili – precisa il primo cittadino bagherese – Per esempio recentemente ho chiesto di verificare la legittimità di un immobile che in passato è stato posseduto da Calà, uno dei due ministri di Provenzano sul territorio di Bagheria. Se si vuole colpire la mafia si può colpire il patrimonio attuale e non aspettare i lunghi tempi della eventuale confisca. Potrebbe esporci a pericoli personali – conclude – poiché mai è stata toccata la roba di un mafioso prima della sua condanna, ma è doveroso farlo”.

(Foto di repertorio)

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