“Buco” all’Istituto Bellini: le reazioni della politica catanese

Comune, Città metropolitana ed ente si costituiranno parte civile

CATANIA – “È stato estirpato un cancro che minacciava di uccidere un’Istituzione molto importante per l’intera Sicilia”. Così il sindaco di Catania Enzo Bianco commenta l’esito dell’operazione “The band”, che, coordinata dalla Procura di Catania e condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato all’arresto di 23 persone, tra cui numerosi dipendenti dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini, accusate di peculato, ricettazione e riciclaggio.

Arrestati anche anche i genitori, la sorella e uno zio del consigliere comunale di Articolo 4, Erika Marco, che comunque non è coinvolta nelle indagini.

Bianco si è complimentato con il procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro e con il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Roberto Manna.

“Dell’Istituto Bellini – ha ricordato Bianco – sono soci sia il Comune, sia la Città Metropolitana di Catania. E una dirigente del Comune, Clara Leonardi, nominata Direttore amministrativo dell’Istituto, ha scoperto e denunciato, con gli altri vertici dell’Ente, supportati dai Soci, le gravi irregolarità contabili che hanno aperto la strada all’indagine della Guardia di Finanza. Peraltro, sette dipendenti erano stati licenziati un anno fa proprio per alcune di queste vicende su input dell’Ufficio provvedimenti disciplinari, composto da un rappresentante dell’Istituto, uno del socio Comune di Catania e uno del socio Città Metropolitana”.

“In marzo – ha aggiunto Bianco -, inaugurando l’Anno accademico dell’Istituto musicale Bellini davanti alla presidente Graziella Seminara, avevo ricordato l’importanza di questa istituzione che dobbiamo difendere non soltanto per Catania ma per l’intera Sicilia. Il nostro obiettivo è quello della statizzazione, già avviata, che speriamo possa attuarsi prima possibile”.

Il Comune, la Citta Metropolitana di Catania e l’istituto Bellini si costituiranno parte civile. Lo hanno annunciato il sindaco Bianco e la presidente Graziella Seminara spiegando che “i rispettivi enti hanno intenzione di chiedere la costituzione di parte civile quando saranno sottoposti a giudizio”.

Da registrare anche l’intervento di Matteo Iannitti. Il leader di “Catania Bene Comune” sottolinea su Facebook che “gli affari dietro l’Istituto musicale Bellini travolgono colletti bianchi, consiglieri comunali, finte persone per bene. Milioni e milioni di euro sottratti alla città e a una delle sue istituzioni più importanti.

“L’Istituto Musicale Bellini poteva e potrebbe essere una straordinaria occasione di crescita culturale e occupazionale per il nostro territorio. L’hanno gestito come banditi, rubando i soldi, gestendo le ammissioni con vergognosi meccanismi clientelari e correttivi” aggiunge Iannitti ricordando che “Catania Bene Comune l’anno scorso ha promosso diverse richieste di accesso agli atti per conoscere le ruberie all’interno dell’Istituto Bellini che coinvolgono anche parenti di consiglieri comunali la cui posizione è stata al vaglio della Commissione Antimafia”. “Dai vertici dell’Istituto ci è stato chiesto di attendere la fine delle indagini. Finalmente arriva il momento della verità. La città non faccia finta di nulla, non chiuda gli occhi, abbia un sussulto di ribellione, di dignità”, conclude. 

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