Intervista a Giancarlo Cancelleri: “Ecco la ricetta del M5S per la Sicilia”

Faccia a faccia con l’ex candidato Presidente della Regione per il Movimento 5 Stelle. Ricette e prospettive del Movimento

«Senta, diamoci pure del tu. Il lei complica le cose». Giornalisticamente dovrei mantenere le distanze, ma Giancarlo Cancelleri insiste e così mi lascio trascinare nel registro confidenziale. Per scrupolo deontologico mi sforzo di essere più ficcante, di riparare ponendo qualche domanda scomoda. Lui non sfugge, sa bene che rischia di essere il prossimo presidente della Regione e non finge di non vedere l’ora. Con prudenza, certo: ci saranno le primarie, bisognerà vincerle e soltanto allora il candidato a Palazzo d’Orleans del Movimento Cinque Stelle avrà un nome e un cognome. Poi verranno le elezioni e se tutto andrà secondo le aspettative darò del tu al nuovo governatore della Sicilia.

Cancelleri, il Movimento 5 Stelle è reduce dal successo della manifestazione a Palermo. Com’è stato ospitare questo evento nazionale da “padrone di casa”?

«E’ stata un’occasione bellissima, il Foro Italico ha offerto ai partecipanti la migliore cornice possibile e devo dire che abbiamo ottenuto anche un risultato di promozione turistica: sentivo i commenti della gente venuta da fuori e molti mostravano di apprezzare la bellezza di Palermo e di volerci tornare, magari visitando altre zone della Sicilia. Sarà un riflesso del nostro carattere, ma secondo molti si è trattato della migliore edizione di sempre di Italia 5 Stelle. Qualcuno ha proposto addirittura di tenere la manifestazione qui tutti gli anni. In questo ha contato la disponibilità del popolo siciliano, la sua ospitalità».

Questa due giorni è stata una boccata d’aria dopo settimane difficili.

«Non possiamo negare che su Roma ci sia stata qualche frizione, ma il Movimento ha saputo tornare unito e non semplicemente mostrarsi tale davanti al pubblico. Sul palco hanno parlato Virginia Raggi e Chiara Appendino, tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni e non soltanto a livello nazionale. Erano presenti gli amministratori locali, cittadini che stanno tentando di fare le cose per bene in politica, una cosa che oggi sfiora il paradosso. Ma non è stata soltanto un’occasione politica: sui palchi laterali abbiamo avuto approfondimenti e dibattiti, si è parlato di economia circolare, di giornalismo con esperti internazionali del settore. Ci siamo collegati con Julian Assange, che come sappiamo vive una condizione particolare per aver voluto difendere il diritto all’informazione e la verità».

Secondo lui state “sbaragliando la stampa”.

«In 41 anni di vita non ricordo di aver mai visto una trasmissione televisiva nazionale andare in onda in diretta da una manifestazione politica. Parlo naturalmente di Lucia Annunziata che ha condotto “In mezz’ora” dal Foro Italico, intervistando Di Battista e Di Maio. Ciò significa che anche il rapporto dell’informazione nei nostri confronti sta cambiando, ci accreditiamo sempre più come l’alternativa primaria a un sistema di malgoverno generale e chi non ha interessi in gioco se ne accorge. Non è un segreto che invece altri mezzi d’informazione abbiano nei nostri confronti un atteggiamento negativo. La nostra forza sarà quella di portare ciascuno a cambiare giudizio e a misurarsi con i fatti. La stampa e l’opinione pubblica italiana sono disabituati a questo, ma uno dei compiti della buona politica è riportare le cose a posto anche in questo senso».

La scelta della Sicilia come location non è casuale. L’anno prossimo ci saranno le regionali e non è un mistero che tu voglia riprovarci.

«Non è un mistero ma decideranno come sempre gli iscritti attraverso una piattaforma democratica. Manca ancora tempo ma siamo al lavoro con il Movimento regionale per prepararci a questo appuntamento con serietà e serenità. Sapendo che la sfida vera inizia il giorno successivo al voto: non ha senso vincere se poi non si è in grado di cambiare le cose, le elezioni sono soltanto una promessa a ciò che viene dopo e purtroppo in questi anni “dopo” è andata sempre peggio di prima. E’ un compito difficile, in una Regione che non ha fatto che tornare indietro affidandosi alle persone sbagliate. Come in Italia, dove il modello dell’uomo solo al comando ha fallito clamorosamente. Bisogna invece lavorare tutti insieme, parlare con i cittadini per stabilire un programma, non dimenticare la piazza una volta raggiunto l’obbiettivo ma continuare a spronarla e a farsi spronare da essa».

E Giancarlo Cancelleri dunque che cosa farà?

«Se il mio impegno potrà servire sono pronto a metterlo a disposizione. In Sicilia l’esperienza amministrativa del Movimento 5 Stelle in Sicilia è la maggiore d’Italia in termini di longevità, presenziamo alla Regione ormai da quattro anni e abbiamo visto come funziona la macchina e soprattutto come non funziona. Dobbiamo affrancarci da un certo modello politico, di cui Rosario Crocetta è soltanto l’ultimo rappresentante. Noi dobbiamo invertire la rotta e per farlo serviranno tutte le nostre energie».

In molti danno la battaglia per la Regione già vinta. Se davvero doveste farcela quale sarebbe la vostra priorità di governo?

«Approfitto per rispondere a Pietrangelo Buttafuoco che intendeva ammonirci sul fatto che la Regione sia irredimibile. Noi inizieremo con un’analisi precisa delle finanze regionali, con l’aiuto della Corte dei conti, e poi dall’introduzione del reddito di cittadinanza per andare incontro a molti concittadini che nelle loro condizioni non riescono a farcela e vivono un dramma disperante, nei confronti del quale la politica non è stata in grado di far nulla. Dovremo frugare nelle manovre approvate da Crocetta, cercare di trovare cose che potrebbero esservi nascoste. Dovremo ragionare insieme ai cittadini e alle imprese per far sì che questa non sia l’ennesima occasione persa. Dovremo fare della Sicilia un polo di attrazione per gli investimenti nazionali e internazionali, anche e soprattutto nell’ambito del turismo».

“Potremmo vivere di solo turismo …”

«E’ una cosa che si dice sempre ma che nessuno riesce a realizzare, perché anche lì bisogna cambiare l’approccio. L’assessore al turismo storicamente è lo “sfigato” della giunta, quello che non ha risorse e se le ha è costretto a sfruttarle male e in maniera clientelare. Dobbiamo prendere a modello la promozione turistica di altri paesi, penso a molte iniziative interessanti che in questo momento sta mettendo in campo la Croazia o nel Mediterraneo la Tunisia. Soprattutto bisogna restituire alle istituzione il compito di salvaguardare la bellezza della nostra terra, che è quella che ha fatto dire ai nostri manifestanti di voler tornare in Sicilia e girarla tutta, da Palermo a Catania all’interno. E’ un patrimonio puntualmente sprecato che torneremo a valorizzare, per farne il motore economico e culturale dell’isola e un modello per il resto d’Italia».

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