Candelora d’oro ai volontari: “Si premi chi lavora dietro le quinte”

Giuseppe Catalano, consigliere comunale di maggioranza, storce il naso per il riconoscimento al consulente del Sindaco

consigliere comunale catalano

CATANIA – “Quest’anno abbiamo inteso premiare l’anima migliore della città di Catania”. È con queste parole che ieri il sindaco Enzo Bianco ha annunciato la consegna del prestigioso riconoscimento Candelora d’oro, attribuito ogni anno durante la Festa di Sant’Agata a personalità di spicco.

La ventesima edizione premierà “quei meravigliosi volontari che rappresentano un alto esempio di solidarietà e di impegno sociale”. Fin qui, tutto bene. Ma è l’individuazione del “volontario che idealmente li rappresenta tutti” a far storcere il naso a Giuseppe Catalano, consigliere comunale di maggioranza in quota Art.4 sempre critico nei confronti della sua stessa amministrazione.

Il riconoscimento sarà consegnato sabato 28 gennaio a Salvo Consoli, consulente del Sindaco alla protezione civile.

Così, per il “rispetto nei confronti dei volontari”, Catalano sente il bisogno di puntualizzare. Fermo restando la condivisione per un premio a chi fa della solidarietà il proprio modo di vivere, non è giusto che le onorificenze vengono ritirate da quelli che proprio “persone qualsiasi” non sono.

Perché i veri volontari, per il consigliere comunale, sono quelli che lavorano “dietro le quinte” senza mostrare mai la faccia e il nome. Lo spunto per la riflessione la danno loro. Decine di donne e uomini comuni che distribuiscono sorrisi, pasti, vestiti e coperte a chi ne ha bisogno.

“Spero che Salvo Consoli delegherà un volontario, uno di quelli che non conosciamo, uno avente parte del Coordinamento Comunale di Protezione Civile”, scrive Catalano. Sarebbe proprio “un bel gesto” per una città che ha bisogno solo di straordinaria normalità.

Un concetto che ci ha insegnato Giovanni, medico volontario dell’Help Center della Stazione Centrale di Messina. “Non c’è nulla di straordinario in quello che faccio – sottolinea Giovanni – Mi auguro che arrivi il tempo in cui scompaia il volontariato”. Un tempo, cioè, in cui dare volontariamente al prossimo diventi normalità. A queste persone, timide e lontane dai riflettori, va il nostro riconoscimento e la nostra riconoscenza.

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