Candidato di FdI-NcS condannato a 1 anno e 4 mesi

Carmelo Pino, ex sindaco Pd di Milazzo, in corsa nella coalizione di Nello Musumeci, è stato condannato a un anno e quattro mesi con l’interdizione dai pubblici uffici

MILAZZO (MESSINA) – E’ una sentenza che sicuramente riaccenderà le polemiche sulle liste pulite e i cosiddetti ‘impresentabili’ che stanno caratterizzando la campagna elettorale per le Regionali siciliane del 5 novembre.

Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) ha condannato in primo grado con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio per l’assunzione dell’ex dirigente Santi Romagnolo l’ex sindaco di Milazzo Carmelo Pino a un anno e 4 mesi di reclusione, lo stesso Romagnolo a un anno di reclusione e Franco Pino, fratello del primo cittadino, all’epoca esperto in materia finanziaria, a 8 mesi di reclusione. Per tutti la pena è stata sospesa.

Carmelo Pino, che all’epoca dei fatti militava nel Pd, è candidato alle Regionali con la lista “Musumeci Presidente, Fratelli D’Italia-Noi con Salvini” è stato anche interdetto per un anno dai pubblici uffici, anche se non dovrebbe avere ripercussioni elettorali perchè la pena è stata appunto sospesa.

L’ex sindaco Pd dovrà anche pagare 10 mila euro all’architetto Giuseppe Bonarrigo danneggiato dalla nomina a dirigente comunale di Romagnolo. Secondo l’accusa, il posto si doveva assegnare a Bonarrigo ma il sindaco e gli altri condannati si adoperarono per far vincere Romagnolo. 

Assolti invece con formula piena per non aver commesso il fatto i segretari comunali dell’epoca che si sono succeduti tra il bando e l’assunzione, Giovanni Matasso e Lucio Catania. 

Pino, inoltre, è imputato in un altro procedimento penale. Lo scorso mese di giugno, sempre il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto lo ha infatti rinviato a giudizio con l’accusa di aver affidato per due anni il servizio di raccolta rifiuti alla Dusty senza gare pubbliche, procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’azienda.

La procura contesta in particolare le ordinanze del sindaco, che sarebbero state emesse pur mancando una “eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica. Il periodo sotto osservazione dei magistrati va da giugno 2013 ad aprile 2015, e riguarda sei diverse ordinanze.

In questo arco temporale, non sarebbe stata condotta alcuna indagine di mercato, né avviata la ricerca di una ditta che offrisse un servizio più vantaggioso al Comune. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 20 novembre.

 

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