Caos ex Province, Ioppolo: “Legge iniqua, occorre restituire ai cittadini il diritto di voto”

Il sindaco di Caltagirone: "Non basta chiedere il rinvio delle elezioni per il Consiglio metropolitano"

CALTAGIRONE – “Oggi, in Sicilia, le autonomie locali e il sacrosanto principio di rappresentanza sono profondamente penalizzati da un sempre più pericoloso centralismo palermitano e di poche altre città. E’ infatti emblematico, nella sua assurdità, il voto ponderato previsto per l’elezione dei consigli metropolitani di Palermo, Catania e Messina.

Lo afferma il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, in relazione al caos delle ex Province e al dibattito apertosi sull’argomento. “Questo sistema – aggiunge – mortifica i sindaci e i consiglieri comunali di comunità di ogni dimensione, la cui espressione elettorale, nella migliore delle ipotesi, è ‘pesata’ un quarto rispetto a quella di un qualsiasi consigliere comunale di una città capoluogo. Si abbia, quindi, il coraggio di chiamarli non consigli metropolitani, ma consigli comunali bis dei capoluoghi”.

Secondo Ioppolo, “non basta, pertanto, chiedere e ottenere il rinvio delle elezioni dei consigli metropolitani fissati per il prossimo 26 febbraio, ma occorre creare un movimento per fare pressing nei confronti del governo e del parlamento regionali con l’obiettivo di far modificare una legge che, nata zoppa, appare iniqua oltre che incostituzionale, e di restituire ai cittadini il diritto di voto per scegliere i propri rappresentanti. E’ pertanto necessario abrogare il voto di secondo grado e ripristinare il suffragio universale diretto”.

Il sindaco di Caltagirone rivolge un appello agli altri sindaci siciliani “affinché, tutti insieme, possiamo far sentire la voce dei Comuni nei confronti di una riforma che, nata male e proseguita peggio, sta mortificando i territori, soprattutto quelli più interni dell’Isola. Quanti sono, oggi, i sindaci che registrano interventi di manutenzione, indispensabili per strade e scuole in particolare, oppure opere dell’ente intermedio? Quanti e quali sono i sindaci che vengono interpellati per la programmazione e pianificazione socio – economica dell’area vasta? E quanti sono quelli interessati alla preordinazione dei piani strategici di protezione civile e di pianificazione territoriale di dimensioni sovracomunali? Penso nessuno. Questo è il risultato di quattro anni di riforma annunciata, ma resa impossibile dalla confusione che regna sovrana a Palermo, a cui bisogna reagire con un’azione comune, per garantire l’indispensabile rappresentanza delle nostre comunità”, conclude l’ex deputato regionale.

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