Dal Cara di Mineo alla corte di Nello Musumeci

Con #Diventeràbellissima corre Giovanni Barbanti, ex consigliere di Mineo eletto nella Civica coordinata da Paolo Ragusa, ras delle cooperative sotto processo 

CATANIA – “E’ un movimento di opinione trasversale aperto a tutte le persone per bene, che muove da un patrimonio valoriale che appartiene all’area moderata, ma che si apre anche a chi ha storie e percorsi politici diversi“. E #Diventeràbellissima, la creatura fondata da Nello Musumeci con l’obiettivo di espugnare palazzo d’Orleans, nel segno del civismo, ha decisamente aperto “le porte a chi ha storie e percorsi politici diversi”.

Un esempio, in tal senso, arriva da Mineo. Nel piccolo paese dell’entroterra calatino dove sorge il più grande centro di accoglienza d’Europa per richiedenti asilo, il movimento di Musumeci propone la candidatura di Giovanni Barbanti, ex consigliere comunale di “Uniti per Mineo”, la Civica a sostegno di Anna Aloisi, candidata d’area Ncd risultata vittoriosa alle elezioni Amministrative del 2013.

Il coordinatore della lista era Paolo Ragusa, dal 2013 al 2015 presidente del Consorzio Sol Calatino, l’aggregazione di cooperative sociali che faceva parte dell’associazione temporanea d’imprese che si è aggiudicata l’appalto da cento milioni per la gestione del Cara (2011-2014), finito nel mirino della magistratura. Il nome di Ragusa è dentro tutti i filoni di indagine aperte dalle Procure di Catania e Caltagirone legate al Cara di Mineo.

Gioco forza, la candidatura di Barbanti, 32 anni, di professione agente penitenziario, ha causato forti malumori negli ambienti cittadini tradizionalmente vicini al candidato governatore del centrodestra. Anche perchè a cedere il posto in lista all’ex consigliere, è stato proprio un fedelissimo di Musumeci, l’ex assessore provinciale Giuseppe Mistretta. Un’esclusione per tanti difficile da digerire, resa ancor più amara anche per la vicinanza di Barbanti al ras delle cooperative Ragusa, rinviato a giudizio tanto dalla Procura di Catania – insieme al sindaco Aloisi e ad altri 13 imputati – che da quella di Caltagirone, nell’ambito dell’inchiesta che ha scoperchiato il presunto intreccio tra cooperative sociali locali favorite per gli affidamenti di servizi dal Comune di Mineo.

Nell’inchiesta catanese, Ragusa e Aloisi, oltre del reato di turbativa d’asta, sono accusati anche di corruzione “per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano” in cambio di “assunzioni al Cara”. I voti, erano indirizzati a gruppi politici diversi che cambiano ad ogni elezione: alle Politiche del 2013 il Pdl, alle Comunali di Mineo la lista Uniti per Mineo, mentre alle Europee del 2014 le preferenze vanno a Ncd di Angelino Alfano e Giuseppe Castiglione, che ottiene uno stratosferico 40 per cento.

Secondo gli inquirenti, proprio il sottosegretario all’Agricoltura – all’epoca soggetto attuatore del Centro d’accoglienza – aveva trasformato il Cara in una vera e propria massiccia macchina elettorale. Il politico brontese, indagato dalla Procura di Catania, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.

Che la “fabbrica dell’accoglienza” fosse stata trasformata in una massiccia macchina elettorale, lo aveva rivelato l’ex membro del tavolo nazionale di coordinamento sui migranti Luca Odevaine, che nell’ambito della stessa inchiesta ha patteggiato una condanna a sei mesi di reclusione per turbativa d’asta. Uno degli attori principali di Mafia Capitale ha messo a verbale che ad ogni nuova assunzione al Cara, “tutti i sindaci appartenenti al consorzio si sono riuniti con Paolo Ragusa per spartire il numero delle assunzioni da fare”.

Come ha scritto Mario Barresi su La Sicilia, “il sistema naturalmente ha il suo ‘ombelico’ a Mineo”. Tra i maggiori beneficiari, il sindaco Aloisi che, a detta dei suoi oppositori,  “ha avuto una notevole ‘spinta’ in campagna elettorale”. A ridosso delle ultime Amministrative, si sono state fatte 24 assunzioni, che sarebbero state tutte frutto delle segnalazioni provenienti dalla “cricca” finita nel mirino dei magistrati. Diversi i familiari di politici locali che hanno trovato lavoro al  Cara. Tra questi, rivela ancora Barresi, c’è anche anche il fratello di Barbanti, passato appunto dall’orbita del consorzio di Paolo Ragusa alla corte di #Diventeràbellissima. Anche lui dunque darà una mano a Musumeci impegnato a riscattare “una Sicilia martoriata, abbandonata e sfruttata da una classe dirigente di farisei, mercanti di ogni consenso e di ogni cosa”. Sante parole.

*** Riceviamo e pubblichiamo la nota di Giuseppe Mistretta: “Il sottoscritto non ha mai ceduto alcun posto nella lista “#diventerà bellissima per la Sicilia” o ne è stato escluso, per il solo fatto che non ho mai avanzato richiesta di candidatura, ne tanto meno ho partecipato o determinato la stesura della stessa lista. Rimango un convinto sostenitore della candidatura di Nello Musumeci a presidente della regione siciliana, ritenendolo persona per bene”.

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  • Come mai l’articolo non è firmato?
    Quali sono le fonti di tali calunnie?
    Sono solita dare molta poca credibilità a chi non cita e non si firma.

      • Ho appena visto il tag all’inizio, mi scuso per questa mia disattenzione.

        Rimane però il dubbio di quali siano le sue fonti sig. Ursino.

        Detto questo, perché non parlare dei veri mafiosi ed indagati della lista Musumeci?
        Facile, in un mare pieno di pesci grossi, pescare il più piccolo.
        È davero così brutto che ci sia una persona pulita tra tanti corrotti?

        • Signora, le fonti di un giornalista sono riservate. Se ci accusa poi di non parlare dei ‘pesci grossi’ la invito a leggere una serie di articoli sul tema delle liste pulite e dei cosiddetti ‘impresentabili’ nelle liste sia del centrosinistra che del centrodestra.

  • Salve, volevo informare tutti questi grandi uomini politici che ho ritirato la mia candidatura giorno 10 ottobre per motivi professionali e per le affermazioni calunniose il sottoscritto si tutelerà nelle sedi opportune. Barbanti Giovanni

  • E’ vergognosa la candidatura di Nello Musumeci io l’ho votato alle provinciali ed ho avuto modo di conoscerlo bene come tutte le persone che facevano parte al suo gruppo politico che conosciamo bene e si trovano all’opposizione e mi è risultato un essere inutile lui e i suoi due prediletti uno è di Caltagirone e l’altro di Mirabella Imbaccari appartenenti al centro destra ed al vecchio M.S.I. vergognati che per prendere voti ti metti con gli indagati ti do un consiglio levati dalla politica come il presidente del tuo partito fallito e fai la domanda per la casa di riposo se te la accettano N.B. io non sono un politico e non faccio politica per fottere la povera gente onesta. Nello non posso raccontare tutto di te perché mi ci vuole un libro quanto la divina commedia.

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