Cara di Mineo, commissione d’inchiesta: “Deve chiudere”

Approvata all’unanimità la relazione dell’organismo parlamentare. Corrao (M5s): “Castiglione si dimetta”

cara di mineo

ROMA – “Il Cara di Mineo deve chiudere. Questa è la definitiva conclusione a cui è giunta, dopo un lungo e complesso lavoro, la relazione votata stamattina in commissione d’inchiesta sui Cie-Cara”. 

Lo affermano i deputati del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Brescia, Vega Colonnese e Marialucia Lorefice della commissione Cie-Cara che in una nota esprimono tutta la loro soddisfazione.

“Una relazione – sottolineano – che alla fine ha dovuto prendere atto della nostra precedente mozione, bocciata in aula, che ravvisava tutte le criticità di uno dei centri d’accoglienza più grandi d’Europa, diventato nel tempo soltanto un serbatoio di corruzione e clientele politiche, con inchieste della magistratura che hanno messo in luce un sistema non dissimile da quello scoperto dalla DDA di Catanzaro che ha coinvolto il Cara di Isola Capo Rizzuto”.

Sul tema dei migranti si fa molta retorica ad uso e consumo delle televisioni, e poi la politica in primis mangia sulle spalle dei disperati e degli ultimi, costruendo vere e proprie economie inventante dal nulla fatte di assistenzialismo che non hanno certo il fine di aiutare ed essere solidali, ma semplicemente di cementare bacini elettorali. Una guerra tra poveri, alimentata ad arte che poi lascia sul campo problemi immani come il Cara di Mineo, ormai una situazione completamente degenerata. Il Governo deve procedere alla chiusura immediata di Mineo e senza indugi. Se potevano ignorare la nostra mozione, la relazione in commissione è un documento che non può essere semplicemente messo in un cassetto e dimenticato”.

Il più grande centro d’accoglienza d’Europa è finito al centro di numerose inchieste giudiziarie. La più eclatante è quella sull’appalto da quasi 100 milioni per la gestione della struttura. Inchiesta  che vede coinvolto anche Giuseppe Castiglione, che sarà giudicato con il rito immediato dopo che il Gip di Catania, Santino Mirabella ha accolto la richiesta del sottosegretario all’Agricoltura.

Al centro della vicenda giudiziaria, che è una costola dell’inchiesta “Mafia Capitale”,  gli affari d’oro che ruotano attorno al Cara di Mineo. Ad aggravare la posizione di Castiglione, le dichiarazioni di Luca Odevaine, uomo di “Mafia Capitale” e presidente della commissione aggiudicatrice dell’appalto, che per il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro “per quello che abbiamo potuto accertare noi, allo stato sono state riscontrate al 100 per cento“.

Oltre a Castiglione, i pm Raffaella Vinciguerra e Marco Bisogni avevano chiesto il rinvio a giudizio per altri 17 dei 23 che erano stati notiziati della chiusura delle indagini lo scorso novembre.

Tanti i nomi e i volti noti: Odevaine, il sindaco di Mineo Anna Aloisi, l’ex direttore del consorzio dei comuni “Calatino Terra d’Accoglienza” Giovanni Ferrera. Ma ci sono anche i vertici dell’ ATI La Cascina (Salvatore Menolascina, Domenico Cammisa, Francesco Ferrara e Carmelo Parabita) e Salvo Calì per Sisifo; Stefano Soncini, Fabrizio Rubino e Aldo Buttini, tecnici e dipendenti di Pizzicotti, proprietaria del Residence degli Aranci; ma anche Carmelo Limoli, Francesco Mandrà e Agrippina Gulizia, i lavoratori che secondo l’accusa sarebbero stati assunti Rocco Ferraro e Paolo Ragusa in cambio di voti. Richiesta di rinvio a giudizio anche per il consorzio Sol.Calatino.

I reati contestati, a vario titolo, dalla Procura etnea sono promesse di voti in cambio di assunzioni al centro per richiedenti asilo di Mineo e turbativa d’asta.

Prima udienza (per Castiglione e per i 15 rinviati a giudizio) il 12 ottobre davanti la terza sezione penale del Tribunale, con la possibile unificazione del processo.

CORRAO (M5S): “CASTIGLIONE SI DIMETTA” – “Le risultanze della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza migranti approva all’unanimità sul Cara di Mineo, gettano ombre sul sottosegretario Castiglione che non possono appartenere ad un uomo di Governo, a prescindere dall’esito giudiziario dell’inchiesta dei pm di Catania. Castiglione deve dimettersi, se non lo fa lui, sia Gentiloni ad accompagnarlo alla porta”.

E’ quanto afferma l’europarlamentare M5s Ignazio Corrao, promotore nel luglio 2015, dopo un blitz nel dicembre 2014, della visita ispettiva di due commissioni del Parlamento Europeo proprio al Cara di Mineo, in cui era emersa la scarsa trasparenza su spese gestione dei servizi. Dopo quella visita, Bruxelles prese coscienza di come venivano spesi i soldi dell’accoglienza in Sicilia.

“Parte della politica italiana – aggiunge – ha perso moralità e stile. Essere tirati in ballo  in una vicenda in cui si parla di ‘spregiudicata gestione dei posti di lavoro per l’illecita acquisizione di consenso elettorale’, dovrebbe già essere motivo per fare non uno, ma tre passi indietro, a prescindere da quale sia l’esito giudiziario. Sebbene il sottosegretario abbia dichiarato la propria estraneità ai fatti, non si può essere uomini di Governo con queste ombre. Su questa gravissima vicenda – sottolinea l’eurodeputato – si registra un silenzio indecente anche da parte di un altro esponente di governo ed ex compagno di partito, ovvero il conterraneo Angelino Alfano che dovrebbe prendersi la responsabilità politica di quanto accadeva al Cara di Mineo e dei rapporti palesati dall’inchiesta denominata Mondo di Mezzo in cui Odevaine tira in mezzo lo stesso Castiglione sull’affidamento di appalti per la gestione del grande centro di accoglienza catanese”.

 

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