Protesta al Cara di Mineo, migranti bloccano per ore la Statale

I manifestanti contestavano i divieti di usare fornelli per cucinare a casa e di vendita nella struttura

cara di mineo

MINEO (CATANIA) – E’ rientrata dopo diverse ore la protesta di diverse centinaia di migranti ospiti del Cara di Mineo. I richiedenti asilo hanno bloccato la Statale Catania-Gela per contestare  l’applicazione di norme di sicurezza all’interno della struttura in provincia di Catania che al momento ospita oltre tremila persone.

I manifestanti, dopo una serie di colloqui anche con le forze dell’ordine, hanno deciso di rientrare nella nella struttura, sospendendo la protesta che ha causato pesanti disagi al traffico sulla Statale.

Una recente riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto di Catania, Silvana Riccio e che si è tenuto nella Procura di Caltagirone ha  disposto un maggiore rispetto delle ‘regole’ nel Cara al centro di diverse inchieste giudiziarie e balzato più volte agli onori delle delle cronache anche per alcuni episodi di violenza sessuale nei confronti di donne alloggiate nella struttura.

Illegalità diffusa nel “blindatissimo” e costosissimo Cara di Mineo, dove non mancherebbe neanche una specie di bordello clandestino. Lo sfruttamento della prostituzione all’interno del campo è stato confermato dall’inchiesta nata proprio dallo stupro di gruppo dello scorso dicembre.

I casi di violenza sulle donne hanno spinto il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera a rilanciare l’allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno della struttura ribadendo che “il Cara è ingestibile ed è un serio problema per l’ordine pubblico”.

Sulle condizioni di illegalità diffusa, il commissario prefettizio e il direttore del Cara “hanno assicurato una rapida eliminazione delle bancarelle presenti, nonché un più rigoroso rispetto del regolamento del Centro di accoglienza, come ad esempio il divieto di usare fornellini all’interno delle strutture abitative”.

Sulla protesta interviene Angelo Attaguile, segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’: “Il Cara di Mineo va chiuso subito, lo diciamo da anni. Anche per questi motivi il centrodestra siciliano non può aprire a chi, come Angelino Alfano e il suo partito, è complice di tutto questo”.

Presa di posizione anche di Salvo Pogliese, coordinatore provinciale e parlamentare europeo di Forza Italia, che parla di “un ulteriore doloroso schiaffo allo spirito di accoglienza della nostra terra che, pur tra mille difficoltà, si sobbarca il dispendioso e difficile compito di accogliere i migranti, ricevendone in cambio proteste e danneggiamenti”. “Non è più tollerabile – aggiunge – assistere inerti a tali episodi, occorre siano immediatamente presi seri provvedimenti per innalzare i controlli di sicurezza del Cara di Mineo e far comprendere, una volta per tutte, che l’accoglienza dei siciliani non è l’autorizzazione a calpestare le nostre leggi e minacciare la sicurezza del nostro popolo”.

Lo scorso 21 giugno la commissione nazionale sul sistema dell’accoglienza ha approvato all’unanimità la relazione sul Cara di Mineo in cui, evidenziando “sprechi, assunzioni clientelari e la gestione di un sito del tutto fuori controllo, in mano a bande interne e con strani commerci in nero”, si chiede l’immediata chiusura della struttura. 

La gestione del Cara di Mineo è finita al centro di tre inchieste aperte dalle procure di Caltagirone, Catania e Roma. I primi a squarciare il velo sono stati i magistrati guidati da Giuseppe Pignatone, che indagavano su Massimo Carminati. Il Cara di Mineo è risultato essere una fetta consistente della torta a cui ambivano gli uomini di Mafia Capitale: a cominciare da Luca Odevaine.

L’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni in Campidoglio ha giocato un ruolo fondamentale nella gara d’appalto da quasi cento milioni bandita nel 2014 per gestire la struttura. Le sue dichiarazioni hanno aggravato la posizione del sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, che ha chiesto e ottenuto dal Gip Santino Mirabella di essere giudicato con il rito immediato.

 

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