Verzera: “Cara Mineo ingestibile, donne temono di essere stuprate”

Il procuratore di Caltagirone rilancia l’allarme sul centro di accoglienza più grande d’Europa. L’ombra del traffico di bambini a Mineo

cara mineo

CALTAGIRONE (CATANIA) – “L’arresto nei giorni scorsi di un pachistano per violenza sessuale commessa nei confronti di una nigeriana nel Cara di Mineo è l’ennesima conferma che la struttura, che ospita al momento circa 3.500 migranti, è ingestibile ed è un serio problema per l’ordine pubblico” anche per “i numerosi casi di abusi registrati e non tutti denunciati, tanto che lì ci sono molte donne che vivono con la paura di essere stuprate”.

Ancora una volta, il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera non usa giri di parole per descrivere la situazione all’interno del più grande centro di accoglienza d’Europa per richiedenti asilo. Parlando all’Ansa, Verzera ribadisce quanto già affermato nel dicembre scorso pochi giorni dopo lo stupro di una nigeriana da parte di quattro connazionali : “Al di là dell’ordine pubblico normale – diceva il procuratore –  ogni giorno succede qualcosa: ci sono arrestati, risse, maltrattamenti, c’è gente che tenta il suicidio, quindi ci sono continui interventi delle forze dell’ordine”.

E da qualche mese, un’altra grande preoccupazione turba i sonni di investigatori e inquirenti ed è la sorte che sembrerebbe sia toccata a decine e decine di bambini scomparsi.

Il Cara di Mineo, insomma, è una sorta di girone infernale. Le quattrocento villette a schiera del residence degli Aranci – che fino al 2010 erano affittate alle famiglie dei militari americani di stanza alla base di Sigonella – ospitano una vera e propria Babele dove si mescola la moltitudine di dialetti africani. Negli ampi viali, tra sporcizia e degrado, sono sorti piccoli mercatini con tanto di bancarelle che vendono merce, di dubbia provenienza: dai generi alimentari ai capi d’abbigliamento; dalle scarpe ai telefoni cellulari.

Illegalità diffusa nel “blindatissimo” e costosissimo Cara di Mineo, dove non mancherebbe neanche una specie di bordello clandestino. Lo sfruttamento della prostituzione all’interno del campo è stato confermato dall’inchiesta nata proprio dallo stupro di gruppo dello scorso dicembre.

La gestione del Cara di Mineo è finita al centro di tre inchieste aperte dalle procure di Caltagirone, Catania e Roma. I primi a squarciare il velo sono stati i magistrati guidati da Giuseppe Pignatone, che indagavano su Massimo Carminati. Il Cara di Mineo è risultato essere una fetta consistente della torta a cui ambivano gli uomini di Mafia Capitale: a cominciare da Luca Odevaine.

L’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni in Campidoglio ha giocato un ruolo fondamentale nella gara d’appalto da quasi cento milioni bandita nel 2014 per gestire la struttura. Le sue dichiarazioni hanno aggravato la posizione del sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, che ha chiesto e ottenuto dal Gip Santino Mirabella di essere  giudicato con il rito immediato.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *