Ars, Carabinieri richiedono atti dell’audizione di Fiumefreddo

L’amministratore unico di Riscossione era stato messo alla porta mentre parlava di infiltrazioni mafiose all’Assemblea Regionale Siciliana

 

PALERMO – Una richiesta di atti e chiarimenti sull’audizione che lo scorso 8 marzo aveva visto l’amministratore unico di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo messo alla porta dal presidente della Commissione Bilancio all’ARS Vincenzo VinciulloE’ quanto hanno richiesto i Carabinieri presentandosi oggi in Commissione, allo scopo di appurare cosa sia davvero successo nel corso della seduta di due mesi fa.

La vicenda aveva fatto il giro dei giornali regionali e nazionali: nel corso di una audizione dedicata a Riscossione Fiumefreddo era stato a più riprese interrotto da alcuni parlamentari regionali – in particolare dagli onorevoli Totò Lentini e Francesco Rinaldi – oltreché dallo stesso Vinciullo.

Richiami ripetuti che avevano portato ad un acceso scontro verbale tra i deputati e l’avvocato catanese, al termine del quale lo stesso Presidente aveva invitato i commessi ad accompagnare Fiumefreddo alla porta.

“Il Presidente Vinciullo ha ordinato che venissi cacciato persino dal corridoio del Parlamento, ripetendo più volte che quella era casa sua – aveva commentato l’amministratore unico di Riscossione – Un altro parlamentare regionale [Lentini, ndr] ha reiterato la minaccia che se non l’avessi finita di attaccare la politica non avrei avuto un solo euro per l’ente. Prima d’essere cacciato di peso sono stato interrotto cinque volte dal Presidente della Commissione, e cioè tutte le volte in cui mi permettevo di ledere la maestà della politica”.

Un comportamento che aveva indotto l’avvocato a chiedere la trasmissione alla Procura degli atti della seduta. Per accertare eventuali rilevi penali, in particolare la sussistenza del reato di concussione per le dichiarazioni dell’onorevole Lentini. Ma anche per verificare alcune affermazioni pronunciate dal Presidente Vinciullo proprio mentre l’avvocato affrontava il nodo dei rapporti tra settori della politica regionale con mafia e massoneria. A volerci vedere chiaro, oggi, sono i Carabinieri.

Sobrio il commento affidato da Fiumefreddo a un post su Facebook: “Mi sento meno solo”, si è imitato a scrivere l’avvocato, che in seguito all’episodio di due mesi fa aveva denunciato l’isolamento dei vertici di Riscossione nella battaglia contro l’evasione e per il rilancio della partecipata. La vicenda finirà dunque sotto la lente dell’Arma dei Carabinieri, che valuterà se e come i comportamenti tenuti nel corso dell’audizione siano trascesi nell’irregolarità giuridica.

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