Cari lettori, inviateci le vostre storie e riflessioni Saremo una voce libera nel generale rumore

Il blog Tribù vuole essere uno spazio a disposizione di quanti abbiano una storia da raccontare, non solo di ingiustizia ma anche di speranza 

“Com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore!”.

Così cantava in una famosa canzone Franco Battiato. Con questo spirito, due settimane fa, abbiamo rilanciato Tribù dopo un periodo di silenzio di sei mesi. Lo abbiamo fatto in occasione di una clamorosa indagine della Magistratura sull’intreccio tra logge, cosche e servizi deviati ai piedi dell’Etna. Lo abbiamo fatto perché vogliamo restare sì calmi, ma niente affatto indifferenti a quanto avviene intorno a noi. Al rumore dell’ingiustizia e della calunnia, del compromesso e dell’impunità che attanagliano la nostra città e la nostra Regione. 

Contro questi mali, non smetteremo di scriverlo, ci conforta il lavoro della Procura distrettuale della Repubblica e delle Forze dell’Ordine che la coadiuvano sulla strada della Giustizia e della Verità. Ma non basta. E anche questo non smetteremo di scriverlo, per quanto amaro e indigeribile possa risultare al palato fine dei tanti Pilato che popolano l’opinione pubblica catanese. Ai tanti che plaudono al lavoro dei magistrati per poi lavarsi le mani e averle belle linde per ritirare il prossimo premio. Anche quando quel premio puzza di malaffare lontano un miglio, sotto la patina nauseante d’una ipocrita antimafia.

Al lavoro della Procura e delle Forze dell’Ordine deve seguire una presa di coscienza da parte della società civile. Una società che sappia elaborare quella sanzione sociale senza la quale i potenti, gli speculatori e i malviventi continueranno a prosperare. Per costruire questo, servirebbe anzitutto una stampa autenticamente libera. Che non si limiti a dare asetticamente notizia d’una perquisizione, d’un arresto, d’una sentenza, ma che fornisca al lettore gli strumenti interpretativi per riconoscere il malaffare e respingerlo. Ma servono anche spazi di condivisione e aggregazione, per dare ai cittadini la possibilità di gridare le ingiustizie subite, per trovare soluzioni e fare in modo che altri, in futuro, non si trovino da soli nell’affrontarle. 

Il blog Tribù vuole essere esattamente questo. Uno spazio a disposizione di quanti abbiano una storia da raccontare, non solo di ingiustizia ma anche di crescita e di speranza. Uno spazio dove trovare quell’ascolto che altrove è negato; uno spazio infine di riflessione, che saprà all’occorrenza astrarsi dalla cronaca giudiziaria catanese e siciliana per dedicarsi a temi sociali, culturali e spirituali più alti. Uno spazio in cui l’unica regola sarà quella di non mischiarsi al timore che spadroneggia già, nelle piazze reali e in quelle virtuali. Mentre tutti alzano la voce, noi cercheremo di abbassarla. Perché sia la forza delle idee e del ragionamento a prevalere, contro la rozzezza degli urlatori, degli odiatori e degli squadristi del pensiero. Non sarà facile, forse, come scrive Franco nella sua bella canzone. Ma sarà appassionante, se i lettori sceglieranno di fare questo passo insieme a noi condividendo storie, idee, riflessioni. 

L’indirizzo a cui inviarle è redazione@tribupress.it. Potrete utilizzate anche la pagina Facebook di Tribù che conta già 7000 mi piace e che insieme potremo far crescere ancora, come un utile megafono per potenziare la nostra voce. Grazie a chi ci sarà. 

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